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Oscar: sei curiosità assurde

di Giulia Zavan
| News | Cinema e Tv | 0 commenti

Lascia a bocca aperta gli amici raccontando questi fatti divertenti

L'Academy Awards fa 90: si stanno per accendere i riflettori sulla cerimonia di premiazione più attesa del mondo del cinema e quest'anno gli Oscar hanno un traguardo storico da festeggiare, siamo infatti arrivati alla novantesima edizione.
L'appuntamento è al Dolby Theater di Hollywood, domenica 4 marzo: un po' più in là del solito per non sovrapporsi alle Olimpiadi Invernali. Per il secondo anno consecutivo, il mattatore della serata è il comico e conduttore tv Jimmy Kimmel.

L'Italia fa il tifo per il regista Luca Guadagnino e gli occhi sono puntati su Chiamami Col Tuo Nome, candidato nella categoria più prestigiosa, Miglior Film, e in Miglior sceneggiatura non originale. Il telentuoso protagonista Timothée Chalamet - di cui ti avevamo raccontato fatti e misfatti in occasione dei Golden Globe è in lizza per la statuetta come Miglior Attore.
Forse tutto questo lo sai già e, per questo abbiamo scovato delle curiosità sugli Oscar che ti lasceranno a bocca aperta. E soprattutto, che potrai usare per sorprendere gli amici e i compagni di classe quando, è solo questione di giorni, si parlerà solo dei premi dell'Academy.

C'è gente che si siede quando i vip si alzano

Le telecamere degli Oscar non indugeranno mai su un posto vuoto in platea. Una squadra di persone addette a occupare i posti è pronta a intervenire quando un ospite si alza per una pausa, per presentare una categoria o per un bisogno impellente. Ragazzi in smoking e ragazze in abito da sera si accalcano al Dolby Theatre per ottenere questo ruolo: se gli va bene, potrebbero finire seduti vicino a Maryl Streep, Leonardo DiCaprio o un altro mito di Hollywood. Ma solo finché non torna il proprietario della sedia.

Niente cibo agli Oscar

Si consiglia agli ospiti di rifocillarsi al buffet prima dello show, altrimenti dovranno aspettare la cena ufficiale, al Governors Ball, dopo la cerimonia, quindi tre/quattro ore. Ma non tutti sono invitati all'after party e spesso le limousine affollano i parcheggi dei fast food. Unica eccezione, nell'edizione 2014 quando la conduttrice Ellen DeGeneres aveva ordinato pizza per tutti, proprio per sfatare la regola del cibo vietato. E il fattorino si era portato a casa mille dollari di mancia.

Ci sono due tappeti rossi

Anche se uno è di un rosso un po' più sbiadito: su questo tappeto passano tutti coloro che non sono riconoscibili, ovvero non sono famosi. Sull'altro red carpet, subito affianco, sfilano gli attori più celebri. Ma fermarsi per osservarli non si può e men che meno scattare foto, le guardie di sicurezza sono pronte a intervenire per far entrare velocemente gli ospiti non famosi.

Dopo la vittoria, l'asta

Subito dopo aver agguantato la statuetta, i vincitori vengono gettati in un girone dantesco fatto di flash e di domande. Ai giornalisti viene dato un numero, come dal salumiere per intenderci, per essere identificati e porre la classiche domande post vittoria - "Come ci si sente? Dove metterai l'Oscar?" - quando un rappresentante dell'Academy o la star in questione chiama il loro numero. Ma gli attori storcono il naso davanti alla calca dei reporter numerati: è capitato più e più volte che dicessero di sentirsi come un oggetto all'asta o scherzassero chiamando numeri inesistenti.

Ma quanto vale la statuetta degli Oscar?

L'Academy Award of Merit è placcato d'oro 24 carati, per un costo di circa 900 dollari. In totale, per organizzare gli Oscar, se ne vanno 44 milioni di dollari: il red carpet costa 24mila dollari, più di quando prende Jimmy Kimmel per condurre la premiazione (15mila dollari). Spedire i film candidati, con il marchio degli Oscar per evitare copie, fa spendere circa 300mila dollari.

L'errore "La La Land" brucia ancora

Sono state introdotte sei nuove regole per evitare l'epic fail dell'edizione 2017, quando Warren  Beatty ricevette la busta sbagliata e annunciò "La La Land" come vincitore nella categoria più prestigiosa, Miglior Film, al posto del vero trionfatore "Moonlight". I revisori della PricewaterhouseCoopers sorvegliano le buste dal 1935 e quest'anno hanno preso delle precauzioni per non sbagliare più. Se prima erano in due, adesso mandano tre dipendenti che sono obbligati a imparare la lista dei vincitori a memoria prima che vengano annunciati. Sono anche tenuti a fare delle prove per affrontare i possibili scenari se qualcosa andasse storto.

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