I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Racconto pasquale

di Giovanna Donini
| Storie di Smemo | 0 commenti

Tra Pasqua e Pasquetta c'è più che uova e colombe

Ogni anno a settembre - perché per me l’anno inizia a settembre, è così da quando ero piccola, dai tempi in cui l’anno scolastico iniziava a settembre, dopo le vacanze - compro un’agenda, il mio diario personale. Alle medie era piena di foto di cantanti e scritte in inglese, anche se poi in inglese avevo quattro: la prof mi interrogava, ma io avevo l’apparecchio ai denti e quindi la mia pronuncia era più che altro uno sputo incessante e più o meno consistente verso la cattedra.
Alle superiori la mia agenda era piena di foto di cantanti, scritte in inglese e numeri di telefono di compagni di classe e amici e pusher (l’unica parola inglese che ho sempre pronunciato bene, anche con l’apparecchio) con cui trascorrevo le mattinate, anziché andare a scuola.

Oggi la mia agenda è piena di numeri di telefono di amici pusher e di amici avvocati, perché a questo punto mi servono. E poi è piena di appuntamenti e riunioni che segno e risegno, ma che poi mi dimentico comunque, salto, e cerco di recuperare attraverso scuse banali tipo: ho avuto il raffreddore, avevo capito alle tre e non alle sei (anche se la più credibile resta sempre: ero in prigione, lo sai). Insomma, oggi ho un rapporto terribile con gli appuntamenti e di conseguenza con la mia agenda; ogni anno la compro e mi riprometto di usarla, ma poi finisce sempre che vado a trovare un amico che decide di fare il barbecue e per accendere il fuoco mi dice: “Scusa hai carta?” Allora io, eccitata dall’idea di vedere abbrustolire le melanzane, che ho scoperto essere un potentissimo sostitutivo delle droghe, comincio a strappare tutte le pagine di dicembre, perché tanto è già passato, e poi, già che ci sono, strappo pure gennaio febbraio e marzo e poi mi accorgo che, di solito, questo mio amico il barbecue lo fa solo il giorno di pasquetta.

E allora ecco perché siamo tutti a casa sua, ecco perché se i mesi che sono finiti sul fuoco non bastano e le melanzane hanno già fatto il loro effetto finisce che “ma sì, dai, diamo fuoco a tutta l’agenda”. Tanto devo solo ricordarmi che: natale è passato, pasqua pure, il primo maggio nessuno lavora (nemmeno gli spacciatori di melanzane); poi da maggio a giugno che succederà mai, e a giugno posso anche buttare la colomba di cioccolato e nocciole che uso come arredamento di design quando invito gli amici.

Ecco: questa è per me la Pasqua.

pasqua
diario

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement