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Ready Player One

di Michele R. Serra
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ll romanzo Nerd definitivo

Ernest Cline

Ready Player One

De Agostini

Non è che parliamo di questo libro solo perché hanno appena finito di girare la sua versione cinematografica, che uscirà a marzo prossimo (tra l’altro, l’ha girato un regista di nome Steven Spielberg). No, no.

Ne parliamo perché Ready Player One di Ernest Cline contiene un mondo immaginario che sembra cucito su misura per calzare a pennello al lettore ideale di questo romanzone, e cioè il nerd. Andiamo a spiegare.

Wade è un ragazzo che vive nel futuro prossimo. E siccome non siamo più in quel periodo in cui la fantascienza ce la immaginavamo tutta bianca/liscia/pulita, il futuro in Ready Player One fa schifo. La Terra è un pianeta devastato dalle guerre, dalle carestie, dalla crisi economica che ha creato una enorme ingiustizia sociale, dall’inquinamento. Il più classico futuro distopico. In compenso internet è ovunque e la realtà virtuale è diventata molto più interessante rispetto a quei visori un po’ marci che abbiamo attaccati alle nostre Playstation: la maggior parte della gente preferisce vivere non nel lercio mondo reale, ma nel mondo virtuale di Oasis, un videogioco di ruolo di massa completamente immersivo. Immaginatevi: essere collegati 24 ore su 24 a una specie di mix tra Second Life, World of Warcraft, Destiny e tutti gli altri giochi che vi vengono in mente. L’idea non è male, vero?

Il signor Ernest Cline, l’autore, è nato nel 1972 e si è nutrito di tutta la cultura pop che ha dato forma all’immaginario di una generazione tra gli anni Ottanta e i Novanta. E ha deciso che gli eroi del suo romanzo sarebbero dovuti essere degli esperti degli anni Ottanta (che per loro sono storia antica). Che avrebbero dovuto conoscere Galaga e Wargames, ma anche tutto il resto. Citiamo cose a caso: volete robot giganti? Volete una Delorean? Volete gli acchiappafantasmi? C’è tutto. Adesso rimane da chiedersi se sia un bene o un male.

Allora, teoricamente la nostalgia non è un esercizio molto utile. Diciamolo, non sopportiamo più molto la continua riproposizione di cose già viste, il remix del nostro immaginario di ragazzi. Però stavolta non è il caso di lamentarsi di questa cultura in cui nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma e tutto si ricicla. Ernest Cline riesce non solo a mettere in fila tutte le citazioni, ma soprattutto riesce a far sì che la lettura rimanga divertente e sensata. Non è un genio della letteratura, per carità, e Ready Player One non è un capolavoro per gli anni a venire. Però è un piacere. E non è neppure un piacere di cui bisogna vergognarsi. In fondo, oggi i nerd sono stati sdoganati, no?

fantascienza
anni ottanta
Videogame

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