I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Noi siamo tutto

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 1 commenti

Tutto molto bello, e molto noioso

Stella Meghie

Noi siamo tutto

Warner Bros.

Per raccontare un film bisogna cercare di partire senza pregiudizi. Però è chiaro che è difficile giudicare un film costruito ad uso e consumo di un target preciso, cioè ragazze, se non fai parte di quel target. Quindi lo dico subito: questo film non è per me, applicate pure questa tara a tutto quello che segue.

Cominciamo dall'inizio: il film è tratto dal romanzo della scrittrice newyorchese di origine Jamaicana Nicola Yoon. Lei ha raccontato di aver iniziato a scrivere questo libro quando sua figlia aveva quattro mesi, la sua prima figlia; stava riflettendo sulla sua ansia di proteggerla. Credo sia un’ansia abbastanza comune tra i neo-genitori. Dunque, ecco prendere forma nella sua testa la storia di una ragazza costretta a stare isolata dal mondo, perché è malata.

La ragazza in questione, Maddie, ha una immunodeficienza che la costringe a vivere reclusa nella sua villa di Los Angeles, dietro porte stagne e filtri dell’aria - oltre che circondata da un arredamento improntato al design scandinavo, ma questo è un particolare.

Stranamente, arrivata a diciotto anni, solo internet a tenerla in contatto con il mondo, Maddie non sembra avere davvero voglia di uscire di casa. Vero, le hanno detto che se esce rischia di ammalarsi gravemente perché "fuori ci sono i microbi", ma insomma... in 18 anni, almeno una prova uno sarebbe portato a farla, no?

Invece no, lei se ne sta tranquilla a casa con la madre. Senonché un giorno trasloca nella casa di fianco alla sua, che lei vede dalla finestra, un ragazzo bello. E allora tutto cambia: lei trova lo stimolo giusto, desidera un contatto con il mondo e soprattutto con lui. Da qui in poi, non vi dico più niente, tanto è il film più prevedibile del mondo. Perfino i colpi di scena sono prevedibili. Tipo, la fine ve la immaginerete dopo i primi dieci minuti di film.

Ovviamente non racconiamo come va a finire, piuttosto cerchiamo di giudicare questo film senza pensare ai buchi logici nella storia, al modo incredibilmente finto in cui sono raccontati i personaggi e soprattutto l’amore. Ovvio, questo non è Paranoid Park di Gus van Sant o qualsiasi altro film in cui gli adolescenti siano raccontati in un modo almeno vagamente verosimile. Questa è una fiaba romantica in cui una giovane principessa è intrappolata in un moderno castello da un incantesimo di qualche strega malvagia, e bisogna vedere se l’amore sarà sufficiente a rompere l’incantesimo. Se io personalmente detesto questo film, è solo perché sono vecchio e cinico. Deve essere così.

Non si può negare che ci siano valori positivi dentro questo film. Tutti i personaggi sono in qualche modo spinti da sentimenti buoni, il mondo è bellissimo, i soldi sono disponibili per tutti, nessuno ha pregiudizi o paure. È davvero la visione di un’utopia. Peccato sia tremendamente noioso. D’altronde il clima in paradiso non è male, ma mi sa che la compagnia è migliore all’inferno.

 

amore
young adult

1 Commenti

Alesscerq

😍

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement