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Ricatto d'amore

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Originalità non è una parola che si trova nel vocabolario della regista Anne Fletcher, specializzata in commedie romantiche

Anne Fletcher

Ricatto d'amore

È pur vero che questo genere è stato piuttosto frequentato dalle produzioni hollywoodiane negli ultimi cinquant'anni, quindi trovare idee nuove non è facile.

Però Anne Fletcher non ci prova neppure: non ci aveva provato con il precedente 27 volte in bianco, non lo fa ora con questo nuovo Ricatto d'amore. Dunque, prima di tutto è il momento del consiglio spassionato: se al cinema chiedete di sorprendervi, meglio evitare. Se invece vi volete solo rilassare, staccare il cervello e godervi la più classica delle storie d'amore (forse, magari sarà pure a lieto fine... e non dite che è uno spoiler!) il film fa per voi.

Fatte le dovute precisazioni, diamo un'occhiata alla trama:
Sandra Bullock è Margaret Tate, temuta capo-editor di una casa editrice newyorchese. Il bel Ryan Reynolds è Andrew, suo assistente. Ecco, fino a qui sembra la versione letteraria de Il diavolo veste Prada: lei cattivissima, tiranna; il povero Andrew sottomesso a ogni suo capriccio. La svolta, però, arriva in fretta: nel momento in cui lei si rende conto di avere bisogno di lui. Già: Margaret è canadese, per continuare a lavorare negli Stati Uniti ha bisogno di un visto e l'unico modo per ottenerlo è sposare un americano. Così decide che sarà il povero Andrew a doversi - in senso figurato, ma mica troppo - immolare sull'altare.

Ricatto d'amore procede senza scossoni, portando per mano lo spettatore verso il prevedibile finale. I due attori protagonisti se la cavano, anche se rimane un fatto inspiegabile: perché scegliere una specie di Big Jim come Ryan Reynolds per interpretare Andrew? Voglio dire, lui è un intellettuale - o aspirante tale - uno che (sono parole sue) "passa il tempo a leggere o davanti al pc". Bisognerebbe spiegare ai produttori che se uno ha l'hobby della lettura, e per di più lavora dieci/dodici ore al giorno, difficilmente troverà il modo di farsi crescere dei muscoli tipo finale di Mister Olympia.

Né infamia né lode, diceva mia nonna quando recensiva qualche pellicola insipida vista alla TV. Ecco, forse bastano quelle quattro parole per riassumere la natura di Ricatto d'amore. E forse - non vorremmo dirlo - è meglio aspettare proprio un passaggio televisivo. Il cinema costa, e di film da vedere in questo periodo ce ne sono tanti.

Ricatto d'amore
(The Proposal)
Regia: Anne Fletcher
Con: Sandra Bullock, Ryan Reynolds, Mary Steenburgen, Craig T. Nelson, Betty White, Denis O'Hare, Malin Akerman, Oscar Nuñez

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