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Snapchattiamo?

di Marina Viola dall'Ammmerica
| News | Cose dall'altro mondo | 0 commenti

Questo articolo si autodistruggerà in 15 secondi

Forse voi lo sapete già da tempo, ma io l'ho scoperto oggi dall'imbianchino che mi sta facendo la sala di giallo e verde: esiste Snapchat, che vuol dire che mia figlia quattordicenne può ricevere foto di piselli di amici o spedire foto di lei in topless e io non lo verrò mai a sapere.

Cosa faccio, spiego cos'è? Si, dai, che se lo legge mia mamma capisce di cosa sto parlando (è una mia avida lettrice, la Moretti): è un'applicazione che permette di mandare foto, video e messaggi non permanenti, cioé si autodistruggono, non rimane traccia di nulla. Il concetto è stato inventato nella frat house (confraternita) della Kappa Sigma da due ragazzi che volevano socializzare online senza lasciare tracce. Diventa velocemente l'anti Facebook, dove se metti una foto o se scrivi qualcosa, rimane rintracciabile da tutti, sempre.


Come idea ci sta anche: dopo tutto quello che è venuto fuori di spiate da parte del governo americano, capisco il desiderio di lasciarsi andare senza temere che l'FBI ti bussi alla porta alle quattro di notte. Inoltre, bisogna sempre stare attenti a cosa mettere online, perché se poi cerchi lavoro e ti googlano e ti trovano a limonare duro con la figlia sedicenne del portinaio, non fai una bella figura. Capisco, quindi. E poi che ne so io, che ho 45 anni e tre figli, di cosa fanno nelle confraternite gli studenti americani? Una cosa la so: non si mandano bigliettini romantici e foto di gattini. Su questo ci metto tutte e due le mani sul fuoco. Si mandano cose che non vogliono siano rintracciabili, e per cui spesso sesso e carnazza, per dirla alla Freak Antoni (che mi manca). Ci sta fino a quando poi, per esempio, diventi vittima di bullismo e non hai niente che possa confermarlo, perche in 15 secondi la minaccia è sparita. Ci sta fino a quando, insomma non ci sta più, e allora come si fa?

A volte invidio i miei genitori, che si preoccupavano di cose tangibili. Io adesso mi devo stare a preoccupare di chi manda a mia figlia varie parti del corpo in varie posizioni, e se sono immagini che lei vuole vedere (o addirittura che manda lei) oppure no.
Ho scaricato l'applicazione sul mio cellulare per vedere com'è, e dall'icona della Apple capisco che qualcuno nella mia famiglia l'ha già scaricata. Stai a vedere che mi preoccupo dell'adolescente e invece magari è Dan (nel senso di mio marito) che manda foto del suo pisello a destra e a manca. O, ancora peggio, riceve delle robe che io non dovrei sapere.
Insomma, non si può mai stare tranquilli.

Per saperne di più

 

Snapchat

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