"In Italia c'è bisogno di rimettere insieme i diritti umani con lo scotch. Per questo Emergency ha voluto munirsi di due Polibus, poliambulatori viaggianti, che faranno fermate a richiesta, andando incontro ai problemi della gente. Una maniera veloce e concreta per tentare di colmare questo enorme vuoto causato da trent'anni di politica scellerata". (Gino Strada)
Non solo curare, ma informare e soprattutto accompagnare. Un progetto anche politico.
Tutto cominciò a Palermo, poi venne Marghera e in futuro, forse, ci saranno Calabria (in uno stabile sequestrato alla 'ndrangheta), Puglia, Torino e Firenze.
Di sicuro per ora ci sono i due polibus, ambulatori mobili che - anche grazie al sostegno di Fondazione Smemoranda - porteranno medicine di base e servizi sanitari dove ce n'è bisogno.
Stiamo parlando dell'Italia, nuovo fronte del quasi ventennale impegno di Emergency.
Il punto è che il poliambulatorio di Palermo, aperto nel 2006, funziona. Non è solo un luogo di medicina, ma anche di informazione, perché quelli a cui si rivolge, soprattutto gli immigrati senza diritti (cosiddetti "clandestini"), hanno bisogno di questo: di accompagnamento.
Un immigrato irregolare ha come unica possibilità il pronto soccorso, non gli è garantito il medico di base o un servizio ambulatoriale, ma solo l'emergenza.
Oltre all'accompagnamento, un'altra componente base del Progetto Italia è l'utilizzo dei volontari in maniera intelligente, chiedendogli di fare quello che già fanno nel lavoro: ragalando alcune ore della loro professionalità .
E poi c'è il rapporto con la Pubblica Amministrazione: "Si vuole creare una struttura che sia complementare ai servizio sanitario nazionale, che possa riempire i vuoti con la massima chiarezza. Per cui crediamo sia utile sederci a un tavolo con le amministrazioni e condividere la disponibilità a crescere reciprocamente.

