Dare voce alle necessità delle famiglie colpite dalla malattia di Alzheimer, ma soprattutto migliorare la qualità di vita (e di malattia) del paziente e dei suoi familiari: sono questi gli obiettivi perseguiti da A.I.M.A., associazione fondata nel gennaio 1985 da un familiare di un malato. Oggi, A.I.M.A. conta associazioni e gruppi che operano in tutte le ragioni italiane e ovunque cerca di realizzare quella rete di solidarietà e aiuto che, per le vittime della malattia, "fa la differenza". Dato che il familiare è, a tutt'oggi, l'unico responsabile della cura al paziente, il compito di A.I.M.A. è quello di fungere da supporto: sostiene chi sta vicino al malato, lo informa e, non ultimo, lo "forma" perché unisca, all'amore per la persona colpita, la competenza necessaria ad affrontare tutti gli aspetti della malattia.
In altre parole l'associazione, grazie allo spirito di servizio che l'ha animata in questi anni, è ormai rappresentativa dei bisogni delle famiglie, anche sul piano politico-sociale. Le battaglie (per la visibilità del problema Alzheimer, per i farmaci gratuiti, per i servizi, per lo stipendio al familiare che cura), l'hanno avvicinata, in misura sempre maggiore, alla società civile, e investita del ruolo di interlocutore delle istituzioni.
C'è uno slogan che riassume efficacemente i punti principali dell'impegno di A.I.M.A.: "Non dimenticare chi dimentica": Vuol dire, in estrema sintesi, sensibilizzare e informare ma anche battersi, con determinazione, per la tutela dei diritti, per la promozione dei servizi e della formazione, per gli investimenti nella ricerca e per tutte quelle indagini che contribuiranno a far luce sui problemi e potranno condurre a una "organizzazione delle cure" rispettosa dei bisogni e dignitosa per le persone. E' un impegno morale e civile che A.I.M.A. si è assunta da sempre, con la speranza di poterlo condividere con un numero sempre maggiore di persone sensibili.

