I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

login

Sono soddisfazioni

di Marina Viola dall'Ammmerica
| News | Cose dall'altro mondo | 0 commenti

Altro che "jouer à l'italien"...

A volte essere italiana all'estero può essere causa di momenti imbarazzanti. Mi viene in mente il triste periodo del bunga bunga, per esempio, quando tutti quelli che leggevano la sezione "International news" del New York Times mi incontravano mi dicevano, sghignazzando: "Bunga Bunga? What is that?" e io a spiegare che non c'entravo nulla. Oppure a cambiare discorso: "Che brutto tempo, eh? E pensare che siamo quasi a giugno..." Brutti momenti, vi assicuro. Oppure tutti i governi che cadono come foglie, gli indagati per truffa, quelli che non pagano le tasse. Insomma, ragazzi: pensate anche a noi ogni tanto!

Poi però ce ne sono altri in cui ti senti la più figa del mondo. Me ne viene in mente uno, per esempio. Ero a Brooklyn che seguivo i Mondiali di otto anni fa, incinta di Emma ma con la faccia colorata tricolore per via che tengo all'Italia almeno una volta ogni quattro anni. Un amico francese di Sofia di cui non faccio il nome (anzi si: si chiama Maceo), che allora aveva sei anni, era venuto a cena da noi proprio qualche giorno prima della finale. Già che ci fosse un bambino francese mi giravano un po' le palle, perché sapevo che avrei dovuto comportarmi bene e non fare la solita italiota che va a dire 'we are the best'. Vabbé. Ma come se nulla fosse e senza sapere con chi avesse a che fare, questo stronzetto mi provoca e mi fa: 'Mio padre mi ha detto che gli italiani non giocano bene a calcio". Io tossisco per prender tempo e dico: "Ahi si? E perché?". E lui comincia a raccontarmi che in Francia si dice jouer à l'italien, che vuol dire giocare in modo violento.

Non ricordo esattamente cosa gli ho detto, so solo che se ne è andato via piangendo, e la mamma la sera con il suo accento francese mi ha telefonato per chiedermi come mai il suo prezioso bambino non volesse venire a vedere più partite da noi. Io ho negato l'evidenza, ovviamente. All'italien, per dire.
Poi sappiamo tutti cosa ha fatto Zidane con il suo capoccione, e io in quel momento ho vito il mio mondiale personale contro Maceo, con cui Sofia poi ha chiuso i ponti per sempre.


Un altro esempio, e chissà perché poi c'è sempre la Francia di mezzo, è il nostro voto, nostro nel senso italiano, anzi europeo, per una volta dalla parte giusta, soprattutto se messo a confronto con quello di Marine Le Pen.
Cosa faccio, chiamo Maceo e chiedo dei naziskin?

francia
italia
Usa
Marine Le Pen
mondiali

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement