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Soy de Pueblo

di L'Alligatore
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Due blogger spagnole han fatto un fumetto bello

Raquel Córcoles e Marta Rabadán

Soy de Pueblo

Hop! Edizioni

Ray-Ban Wayfarer, bionda, una simpatia istintiva: si presenta così la nuova “eroina” di casa Hop!, editrice attenta al fumetto giovane in Europa. Questa volta in Spagna ha trovato due ragazze blogger, che producono strisce colorate, scritte e disegnate insieme.


La protagonista lavora in un magazine di moda della capitale, Madrid (ma potrebbe essere Milano, Roma, Londra o Parigi), ed è alla ricerca del suo posto nel mondo, diverso dalla vita di paese da dove proviene. Da questo cambio nascono le situazioni più buffe del fumetto, uno “scontro” che si fa ancora più stridente dall’irrompere feroce del web nelle nostre vite. In questo è una storia profondamente 2.0, sia nella forma, sia per come è nata e si è diffusa.


L’agevole libro si rivela, pagina dopo pagina, una vera miniera di dati sulla società attuale, piena di colore quanto povera di contenuti. Non c’è la crisi, intendiamoci, ma la precarietà delle vite di tutti noi, in mezzo ad una realtà virtuale tra simboli e mode futili. Per questo si sorride, consapevoli che ci siamo noi in questa condizione, e il fatto che non ci sia moralismo, ma manco compiacimento, rende il libro ben equilibrato (notevole poi il lavoro della traduttrice Montserrat Palencia Casado, che si è fatta in quattro per rendere al meglio certe cose tipicamente spagnole).


Un’amica blogger mi ha fatto notare un particolare di queste strisce: ai protagonisti non si vedono mai gli occhi (sono coperti da occhiali, da capelli, telecamere...). Metafora di una società che non ci vede più? Oppure gli occhiali scuri, che nel film “Essi vivono” di Carpenter, servivano per smascherare i messaggi subliminali delle multinazionali, non riescono più a fare quello, e siamo ormai intrappolati in una società dell’immagine al quadrato? Quante cose da un fumetto…

Per saperne di più

hopedizioni.com

fumetti

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