I cookie ci aiutano a fornire i nostri servizi e a renderli il più possibile efficienti e semplici da utilizzare. Utilizzando tali servizi e navigando i nostri siti, accetti implicitamente il nostro utilizzo dei cookie. Per maggiori informazioni sui dati registrati dai cookie, si prega di consultare la nostra Cookie Policy.

Accetto

oggi voglio

Sully

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

Vi ricordate l'aereo che atterrò nel fiume in mezzo a New York?

Clint Eastwood

Sully

Warner Bros.

A Clint Eastwood piacciono gli eroi americani. O almeno, così sembra, perché ultimamente i suoi film parlano di eroi americani. C’erano i soldati di Flags of our father e di American Sniper; il figlio di un barbiere del New Jersey diventato star della musica di Jersey Boys; e adesso c’è il signor Chesley Sullenberger. Detto Sully.

Il 15 gennaio 2009, il capitano Sully stava volando da New York verso Charlotte, North Carolina. Neanche tre minuti dopo il decollo, l’aereo entrò letteralmente dentro un enorme stormo di anatre, che si infilarono in entrambi i motori, distruggendoli. Senza più spinta, Sully dovette tentatre un atterraggio di emergenza nell’unico posto disponibile: il fiume Hudson, che divide il New Jersey dall’isola di Manhattan. Riuscì nell’impresa, salvando 155 persone.

Gli eroi americani di Clint Eastwood non sono tutti d’un pezzo. Sono molto diversi dai cowboy e dai poliziotti balordi che lui stesso ha interpretato nel corso della sua carriera. Sono eroi pieni di dubbi, eroi normali. Allo stesso tempo incredibilmente determinati e indecisi: avrò fatto la cosa giusta, si chiedono? Davvero sono un eroe come dicono gli altri?

Insomma, Clint sarà anche uno che non ama le sottigliezze, quando parla di politica e della società americana (ad esempio quando dice che i giovani d’oggi sono una generazione di femminucce). Dice spesso cose estremamente stupide, Clint Eastwood, è vero. Ma quando si trova dietro la cinepresa, bè ha la capacità di toccare davvero corde profonde. Non ci sono, nei suoi film, quelle sicurezze che ostenta in altri campi della sua vita. E quando non sei sicuro, quando non sei monolitico, diventi umano.

Clint Eastwood a 86 anni è al massimo della sua forma cinematografica. E in questo film dimostra di essere ancora in splendida forma anche il suo protagonista, Tom Hanks, che ritrova un personaggio tagliato su misura, e riesce a raccontarlo con un gesto, un’espressione. Sully è un film fatto di niente, una storia che dura cinque minuti.

Fatto di niente tranne che di grande cinema. E so che sembra una frase retorica, da classico film americano... Ma insomma, il punto è proprio questo, no?

Usa
New York
Hollywood

0 Commenti

Scrivi un commento

Devi essere registrato per potere scrivere un commento.

Hai già un account Smemoranda?

Accedi

Non sei ancora registrato?

Registrati
Advertisement