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The Hateful Eight

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

8 personaggi in 70 millimetri

Quentin Tarantino

The Hateful Eight

The Weinstein Company

Che vi piaccia o meno il cinema di Quentin Tarantino, c'è una cosa che non si può negare a questo ragazzone del Tennessee, di discendenza mezza italiana, mezza irlandese. E cioè: il tipo sa scrivere una sceneggiatura. Scrive dialoghi pazzeschi, eccessivi, divertentissimi. Ecco. Il suo ottavo film, che si intitola The Hateful Eight è fatto soprattutto di parole. Un film teatrale, se volete. Lo dice anche lui.

In effetti il primo debutto di The Hateful Eight davanti a un pubblico è stato in forma teatrale: nell'aprile 2014 Tarantino ha diretto una lettura pubblica della sceneggiatura, con gli attori che poi avrebbero interpretato il film. Nonostante sia ambientato quasi esclusivamente in una sola stanza, dire che sia un film retto completamente dalla sceneggiatura sarebbe sbagliato e riduttivo: se fosse stato interessato solo ai dialoghi, il regista non avrebbe perso un sacco di tempo a cercare un modo di girare il suo film diverso da tutti gli altri. Un modo un po' retrò, un po' hipster se volete. Anche se gli hipster sono tutti morti, nel 2016. Comunque.

The Hateful Eight non è girato in digitale, ma con la vecchia pellicola. Per di più con la pellicola 70mm, quella che una volta veniva usata per i kolossal, grande il doppio del tradizionale 35 mm. Ma Tarantino è andato ancora oltre: ha riesumato le lenti che servivano per girare in Ultra Panavision 70, che è il modo in cui è stato girato Ben Hur, e che è stato usato l'ultima volta nel 1966. Un metodo di ripresa perfetto per grandi scene di massa in esterni, che il regista ha deciso di usare per girare (quasi tutto) in un interno. Decidete voi se è genio o follia.

Fin qui gli appunti tecnici. Ma alla fine chi se ne frega, l'importante è l'insieme. Nel senso: The Hateful Eight è comunque un eccezionale western-giallo-horror, che dura più di tre ore (o un po' meno se vedete la versione breve presente nella maggior parte delle sale) e non ti annoia neanche per un secondo. C'è la solita sceneggiatura eccezionale, affidata all'interpretazione di attori altrattanto eccezionali che sembrano divertirsi quanto chi li guarda. I nomi sono conosciuti: Samuel L. Jackson, Kurt Rusell, Tim Roth, Michael Madsen... più Channing Tatum, che di solito fa il buono, ma qui no. Anche se il film è ambientato intorno a Natale, e a Natale sono tutti più buoni. Ma nei film di Quentin Tarantino, no.

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