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Ti amo ma posso spiegarti

di Alessia Gemma
| News | Arte e Spettacoli | Da leggere | 0 commenti

Intervista in versi misti a Guido Catalano, il poeta che per poesia intende: porca di quella vacca zozza. Ma non ditelo a sua madre...

Guido Catalano

Ti amo ma posso spiegarti

Miraggi Edizioni

Di poeti viventi io ne ho conosciuti veramente pochi. Si contano sulle dita di una mano monca. Che poi il poeta se non è vivo pare più poeta.
Anche di persone poetiche ne ho conosciute poche, un po’ più dei poeti viventi, ma sempre poche. Di Guido Catalano per ora ne ho conosciuto uno soltanto.

Poeta poetico, Guido Catalano è piccolo e simpatico (di quei simpatici che all’inizio non sono simpatici, lo devi capire da sola), torinese, con l’occhio vispo dietro le lenti, la penna beffarda e la evve moscia. Guido Catalano è uno che dice cose come: "Il mio film preferito d'amore è Love Story. È l'unico film d'amore che mi son pianto nelle orecchie.".

Questa intervista è iniziata che l’ho inseguito a un reading okkupato a Milano, è finita che ci ho mangiato una pizza alle 4:00 del mattino. E a ripensarci anche di pizzerie che ti fanno la pizza alle 4:00 del mattino io ne avevo viste veramente poche nella mia vita, come i poeti viventi.

L’ho chiamato Maurizio Milani, non si è offeso, allora l’ho sfidato a duello con un’intervista perché “Quando un uomo senza il senso dell'umorismo incontra un uomo con il senso dell'umorismo, quello senza il senso dell'umorismo è un uomo morto (a meno che non abbia una pistola)”  Guido Catalano, il poeta, l'uomo.

Dai su, ma tu sei veramente veramente un poeta?
Sì ma non dirlo troppo in giro che mia madre non lo sa e ci rimane male.

Fammi una rima baciata allora
Te la posso fare carezzata, ma qui davanti a tutti mi vergogno. Facciamolo in privato.

Il tuo primo verso da poeta?
se tu fossi un puffo
tu saresti il puffo stronzo

Prima di andare in giro per l'Italia ad atteggiarti da poeta, tu che facevi?
Ho fatto diversi lavori, tipo il portiere, il correttore di bozze e l’uomo che va dentro i tombini a leggere il contatore dell’acqua.

Ce l'hai un amore fisso (o mobile) al quale pensi intensamente quando ti chiudi in stanza… a scrivere?
Attualmente no. In verità scrivo meglio d’amore quando non sono innamorato. L’amore mi asciuga un po’ la vena.

Porti i boxer o le mutande?
Assolutamente boxer.

Scrivi di notte o di giorno?
Quasi mai di notte. Di mattino spesso.

T'ispira di più l'amore appagato o l'amore sofferto o l'unione tra i due: l'autoerotismo?
Sono un professionista dell’autoerotismo.

La tua poesia di una altro poeta preferitissima?
Direi che non esiste. Ce ne sono tante. Ultimamente ho letto - in colpevole ritardo -  le poesie di una poetessa: Vivian Lamarque. Bellissimissimissime.

La tua poesia tua preferitissima?
Anche qui è difficile. Quella su Cocciante, che si intitola fuor di metafora è una delle poesie che mi ha dato più soddisfazione. Ma sono tante. (io voto la domenica pomeriggio)

Ma un poeta poi che mangia a colazione?
Bevo il tè. Non mangio. (tipica inappetenza poetica)

I poeti, che sono più sensibili, si siedono quando fanno la pipì?
Lo faccio qualche volta, soprattutto di notte per evitare di cascarci dentro.

La tua famiglia lo sa che fai il poeta?
In verità sì. Ci ho pure scritto una poesia, tempo fa, che si intitola la mamma del poeta. Il concetto base è che una madre non lo augurerebbe neanche al suo peggior nemico di avere un figlio unico poeta.

Quando scrivi le tue poesie piangi pure? E quando scrivi le tue poesie ridi pure?
Urlo e mi incazzo. Canto. Alle volte ballo. Sul serio. Dovrei video registrarmi. Non piango dall’84.

Dedica due strofe alla Smemo (altrimenti questa intervista non passa)
se tu fossi un barbapapà
tu saresti barbamerda
se tu fossi un supereroe
tu saresti la donna muco

(tipica vena bastarda del poeta)

Puoi spirare l'ultimo status in facebook, solo uno, perché sta per finire il mondo. Quale?
Non ho capito la domanda, comunque la fine del mondo arriverà gratis (come ogni poeta che si rispetti non capisci un tubo di social)

Per me, quando la leggo, una poesia è se: va molto accapo e ti fa solletico al cuore alla pancia e alla testa (consideriamo che io soffro il solletico), parla di me (bene). Per te che la scrivi una poesia è?
Quando alla fine dell’ultimo verso mi alzo in piedi, guardo nel vuoto e dico “porca di quella vacca zozza”. Ecco, quando succede - e succede raramente - quella è una poesia che spacca. Che mi spacca e alla quale, dunque, voglio bene.

Quanti like conti di ricevere a questa intervista? Scommettiamo qualcosa?
12.000 (dodicimila). Ci scommetto una pizza.

Limoniamo?
Guarda, mi hai anticipato. Volevo chiedertelo io. Da me o da te?

Ciao!
Ciao.

Per saperne di più

Il brano che Guido Catalano ci ha letto in video è: carte in tavola

Il sito del sommo poeta: www.guidocatalano.it

La pag facebook del sommo poeta: www.facebook.com/guidocatalanofanpage

L'account twitter del sommo poeta: @CatalanoGuido

poesia

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