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Tremate, tremate, le fascette son tornate

di Alberto Forni
| News | Libri e Fumetti | Fascette a manetta | 0 commenti

Il grande ritorno degli Oscar delle fascette. A un anno di distanza, l'editoria è viva (o quasi) e lotta insieme a noi.

L’anno scorso, in occasione del Salone del Libro di Torino (che come saprete gli addetti ai lavori chiamano familiarmente Salone Kitty) avevamo assegnato gli Oscar per le migliori fascette (e nel caso foste appena sbarcati sul pianeta Terra e non sapeste cosa sono le fascette, ecco un aiuto).

 

Pur essendo alla sua prima edizione, l’iniziativa aveva ricevuto il plauso unanime degli editori e suscitato grande interesse da parte dei media, tanto che le fascette che noi avevamo raccolto, gli amici di Che tempo che fa le avevano fottute prese in prestito inserendole nella loro bella trasmissione.

(Facilitiamo la diapositiva.)

 

(Purtroppo non è possibile facilitare il video perché è stato bloccato dalla RAI. Infatti è illegale prendere in prestito fottere i loro contenuti mettendoli su YouTube.)

 

Il vincitore assoluto della prima edizione di questi Oscar era stato il conduttore radiofonico (e anche, non dimentichiamolo, “rapper svizzero”) Matteo Pelli, che si era dimostrato così entusiasta di ricevere l’ambito premio da inviarmi a stretto giro di posta il suo libro con tanto di autografo.

 

Anche quest’anno, quindi, abbiamo pensato di regalare del materiale a Gramellini (che nel frattempo ci ha preso gusto) assegnare gli Oscar delle fascette.

 

Nel frattempo, in attesa che inizi il Salone, voglio ricapitolare un po’ quello che è successo quest'anno nel mondo dell’editoria, un settore che come tutti sanno sta andando a puttane è un po’ in crisi.

 

Le statistiche sulla lettura dicono che la gente legge sempre meno libri e quando anche lo fa, legge un po' quel cazzo che gli pare e non quello che vorrebbero gli editori, che giustamente se ne risentono un po'.

Certo, a difesa dei lettori, bisogna anche ammettere che in giro ci sono tanti libri di merda.

 

Ma proprio di merda di merda.

 

Così per sopravvivere, per continuare a portare avanti questo bel discorso della Cultura, gli editori sono ormai disposti a tutto. Persino a dare via La Gnocca col 15% di sconto.

 

Oppure a innovare in maniera radicale le quarte (o si dice i quarti?) di copertina.

 

O anche a giocarsi, come ultima chance, la carta della sincerità estrema e spiazzante.

 

Insomma, siccome i libri non li vuole più nessuno – a momenti manco regalati – le case editrici hanno iniziato a sperimentare le strategie più disparate nel tentativo di rianimare un po’ questo asfittico panorama. Ma di questo ne parliamo lunedì.

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