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Unfriended

di Michele R. Serra
| News | Cinema e Tv | Da vedere | 0 commenti

La gente su internet fa paura

Levan Gabriadze

Unfriended

Universal Pictures

A Hollywood c'è un nuovo re, di cui si parla molto poco perché non è un divo di quelli che stanno davanti alla cinepresa e fanno sdilinquire il pubblico, né un regista dall'occhio e dal movimento di macchina raffinati. Lui è un produttore, si chiama Jason Blum. La sua storia inizia come assistente nella casa di produzione dei fratelli Weinstein, due tra i più potenti di Hollywood, ma la svolta arriva nel 2007, quando Jason incontra Oren Peli, giovane regista che ha appena finito di girare in casa sua un film horror con attori sconosciuti. Jason dice a Oren: "ok, è un bel progetto, lo compro e lo portiamo in qualche festival, poi se riusciamo lo facciamo uscire in sala". Quel film si intitola Paranormal Activity, è costato 15mila dollari e ne incasserà 200 milioni. Lì Jason blum capisce una cosa: non servono tanti soldi per fare un film di successo, anche se sei a Hollywood. E così inizia a produrre una serie di horror a basso costo, sempre con attori sconosciuti e registi esordienti. Molti diventano successi stratosferici.

L'ultima produzione di Jason Blum si intitola Unfriended, e porta ancora più avanti l'idea del low budget, perché è un film tutto girato dentro lo schermo di un computer. Cioè per tutto il tempo vediamo un gruppo di amici in chat, con le finestre che si aprono le une sopra le altre, i volti degli attori che compaiono... insomma, sapete come funziona no? Ecco, il regista Levan Gabriadze usa questa idea per costruire un film che porta l'horror in un luogo che frequentiamo tutti quanti, e che quindi potenzialmente tocca in prima persona un pubblico enorme.

Riassuntino: cinque amici partecipano a una chat via Skype, nella notte dell’anniversario del suicidio di una loro compagna di classe, probabilmente avvenuto a causa di un video che è stato diffuso online da qualcuno. Nella conversazione si inserisce un utente sconosciuto, che sostiene di essere Blaire, la ragazza morta, e di volerli uccidere uno ad uno, ma non prima che abbiano confessato le loro colpe di cyberbulli. Insomma, molti spunti di discussione, ma soprattutto quello che alla fine è un sano vecchio horror che ti fa saltare sulla sedia con la musica che si alza all'improvviso e tutte quelle tecniche che conosciamo, e che però ci fregano sempre.

Unfriended, per quanto possa essere considerato al limite tra un horror serio e una presa in giro dell'horror, è un film troppo interessante per non guardarlo. Però fatelo al cinema, perché vedere sullo schermo di un pc un film tutto ambientato dentro lo schermo di un pc, bè, è troppo metalinguistico anche per chi ha studiato semiologia.

horror
Internet

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