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Uno, nessuno, centomila

di La redazione
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In mostra le opere di Casa Jannacci

A Casa Jannacci, il Centro di prima accoglienza di viale Ortles a Milano, succedono sempre cose belle. Come la serie di opere realizzate dagli ospiti della Casa durante i laboratori creativi messi a disposizione dal Centro e dagli operatori, che ogni giorno si dedicano con passione al benessere delle persone che, per qualche tempo, si trovano a trascorrere lì la loro vita. Perchè l'arte - affermano - ha indiscutibilmente la capacità di portare la meraviglia anche nei luoghi piu' insospettabili. Il risultato sono un serie di opere dalla forte carica espressiva, collegate tra loro  da un unico tema: l'identità. "Una identità che, nel caso specifico, non puo' che confrontarsi irrimediabilmente con l'orizzonte travagliato della dignità e del riscatto". Vedere per credere: le opere saranno raccolte in una mostra a cura di Jacopo Tartari e Donatella De Clemente, presso la Casa dei Diritti in via De Amicis a Milano dal 27 settembre, giorno dell'inaugurazione, fino al 4 ottobre

 

"Uno, Nessuno, Centomila. Frammenti di riconquista" è il titolo che racchiudere in un'unica esposizione tante creazioni diverse, frutto di identità altrettanto varie, di culture talvolta opposte tra loro, di storie sicuramente difficili e a loro modo straordinarie. Volti senza corpo, vestiti senza volto, ciotole vuote senza cibo, arazzi variopinti senza una casa ad ospitarli. Il soggetto ricorrente di queste opere sembra essere, ad un primo sguardo, la mancanza, l'assenza di qualcosa che è essenziale non solo all'integrità umana ma, piu' semplicemente, alla sua sopravvivenza. In questa serie di opere tuttavia l'elemento drammatico è sopravanzato da una chiara tensione al riscatto, da un desiderio di ri-affermazione e di ri-conquista. E' questo infatti il moto che le ha, in ultima analisi, generate. Pur nascendo all'interno dello stesso contesto e grazie alle proposte laboratoriali della casa d'Accoglienza Enzo Jannacci e volute dal Comune di Milano, non si sviluppano necessariamente all'interno di un orizzonte già definito in partenza. La coerenza delle opere e il chiaro filo conduttore che sembra legarle è risultato di uno sguardo ex post. Uno sguardo che intende mostrarle nella loro tensione, e nella loro forza espressiva.

"Su la testa": il piacere intimo della materia

Autoritrarsi. Mani inesperte si cimentano con la duttilità della terra innanzi ad uno specchio. Vinte le prime reticenze ad impegnarsi in un lavoro che appare fuori portata, prevale il piacere di sperimentarsi, la curiosità di vedere cosa le proprie mani possono inaspettatamente generare. Nelle ore di lavoro si parla di tutto: di teologia e di fatiche quotidiane, di esotiche saggezze e di insopportabili follie. La propria storia, le proprie origini si affacciano spesso, anche se con pudore, tra le righe. Il clima è disteso, l'argilla assorbe le tensioni assieme alla musica che accompagna il lavoro. Tra le proprie mani e davanti allo specchio, il proprio viso: essere fedeli alla propria identità è la consegna. Chi insegue fedelmente e con pazienza la propria esplosiva risata, chi rintraccia in se' la presenza d'antichi eroi fondatori. Ne emergono teste simbolicamente significative, ognuna connessa intimamente al proprio autore: ieratiche, inaspettate, comunque in tensione espressiva. L'insieme di queste " teste" rende perfettamente l'idea dell'eterogeneità umana propria al luogo in cui son state create. Non tutte resistono incolumi alla cottura, ma anche questo fa parte del gioco, anche queste metaforiche ferite fanno parte del vivere coraggioso cui quest'opera collettiva vuole alludere.

" A piedi scalzi": laboratorio Arazzi

Il laboratorio denominato "Arazzi" è partito dall'assunto che è alla base dell'arteterapia: formulare percorsi rivolti ad acquisire una maggiore consapevolezza sul sentiero del benessere. Lo sviluppo delle qualità intellettive e creative diventa lo strumento capace di generare nuove soluzioni per il benessere psico-fisico delle persone. Gli arazzi sono vere e proprie opere d'arte del cucito, in cui vari ritagli di stoffe vengono messi in relazione con altri, metafora di ciò che realmente accade nel rapporto utente-operatore. Oltre alle tecniche di cucito, all'interno del laboratorio, si lavora all'assemblaggio di materiali di recupero in un'ottica di rigenerazione della materia.  

 

"Ciotole con tutto": istallazione polimaterica.

Il progetto di questa istallazione è nato con la volontà di creare un'opera che potesse essere contemporaneamente collettiva e individuale, capace cioè di esprimere la personalità di ognuno. Nell'anno in cui la nostra città si preparava ad Expo, abbiamo voluto rimanere sul tema dell'alimentazione prendendo spunto da una frase di Maria Lai sui concetti di arte e mensa comune. La scelta dei materiali di recupero è la nostra cifra stilistica: il gruppo si è dato "Spirito Libero" come nome collettivo. La ciotola è un elemento comune sulla tavola di ogni individuo, contiene ciò che ci sfama, contiene e tiene insieme anche le personalità sfaccettate, multiformi e talvolta anche un pò disgregate dei loro autori.

"Variazioni sull'eleganza": Manichini di Mattia Antonietti

Mattia Antonietti è un uomo di settantasette anni, da qualche tempo è ospite della casa Enzo Jannacci. Mattia è un visionario e ama immaginare abiti femminili: ogni sera seduto ad un tavolo tira fuori fogli e matite e con un tratto preciso e meticoloso e una indiscutibile competenza, disegna nuovi modelli su supporti di carta tutti uguali che ritaglia come carte da gioco. Ne ha disegnati centinaia e li conserva tutti gelosamente. I suoi manichini sono tutti diversi, accomunati da uno stile vintage e da una soprendente varieta' di forme, colori e fantasie. Non hanno volto, sono neutri supporti fenmminili di una sognata eleganza, capace di infinite variazioni. "Lo faccio per star meglio, è la mia medicina" dice Mattia con consapevole ironia; vanta trascorsi poco fortunati nel mondo della moda e forse, con una sorte meno avversa, sarebbe stato uno stilista di successo.

 

Per saperne di più

"Uno, nessuno, centomila. Frammenti di riconquista" è una mostra dedicata alle opere realizzate dagli ospiti della Casa dell'Accoglienza Enzo Jannacci, a cura di Jacopo Tartari e Donatella De Clemente. In esposizione alla Casa dei Diritti via De Amicis a Milano dal 27 settembre al 4 ottobre, con orari da lunedì al venerdì 10:00 - 12:00 / 15:00 - 18:00.  L'inaugurazione il 27 settembre alle 18:00.

 

Milano
Casa dell'Accoglienza Enzo Jannacci

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