Vietato vietare l’amore

di Giovanna Donini

Recensioni
Vietato vietare l’amore

Un giorno, avevo 15anni, ho fumato la mia prima sigaretta. Ero a scuola, durante la ricreazione. Avevo fatto amicizia con Simona, la più bella della classe. Lei fumava, io e Valentina no, però volevamo cominciare. Io e Valentina eravamo due sfigatelle con tanta voglia di arrampicarci sugli specchi e di infrangere le regole. Meno le cose si potevano fare e più noi le volevamo fare. Credo che questo capitasse perché sia mia madre che la madre di Valentina erano due generali mancati dell’Esercito. Loro non parlavano, davano solo ordini. E iniziavano tutte le frasi con l’avverbio di negazione: non. Non uscire, non morire, non offendere, non parlare, non dimenticarti di studiare, non ridere, non piangere, non dire niente prima di avere messo a posto la tua camera, non andare in giro con quei capelli, con quei vestiti, con quella faccia. E poi, soprattutto, non fumare. Insomma, le due erano insopportabili.

Simona aveva le Marlboro rosse e diceva: “Avanti, respirate, poi buttate fuori e respirate di nuovo.”.
Io pensavo di morire. Più stavo male e più Simona mi diceva che stava andando tutto bene. Più fumavo la mia prima sigaretta e più mi veniva da vomitare. Mi girava la testa, ero pallida, avevo la tachicardia, la febbre a 40, ma era tutto fantastico, perché avevo scelto di morire con la sigaretta in bocca, proprio come gli scrittori belli e dannati che amavo tanto leggere. Valentina non si reggeva in piedi. Era stesa sul pavimento del bagno della scuola e dettava il suo testamento a Simona. Io per consolarla le dicevo: “Se muori, ma vedrai che non muori, almeno lasciami il tuo Moncler!”. Per tornare in classe siamo state costrette a trascinarla per i piedi. Avevamo il compito di latino. La prof era una iena e pensava che la Vale stesse simulando uno svenimento. Per farla riprendere sono stata costretta, più volte, a sputarle in faccia. Nel frattempo io ero aggrappata al banco con lo stomaco in subbuglio. Sapevo che di lì a poco avrei vomitato anche il pranzo di Natale dell’anno prima. Non è successo, ma ho preso due. La Vale, tre, e sinceramente non si capisce ancora come abbia fatto, visto che stava messa peggio di me. Probabilmente lei il suo nome e cognome è riuscita scriverlo in modo corretto, io manco quello. Credo, infatti, di avere scritto Giovanna con una enne sola oppure ho scritto Jim Morrison. Abbiamo preso cinque in due, ma quel giorno abbiamo imparato a fumare.

Non l’avessi mai fatto.
Non fumare è stata la frase che mi sono sentita ripetere di più in tutta la vita.
Mia madre me lo diceva anche quando mi faceva male il ginocchio oppure quando mi rubarono il portafoglio: “Ecco vedi, non fumare!”. Quando andavo a casa di Valentina, suonavo il campanello, sua madre rispondeva direttamente dicendo: “Non fumare!” e io, così restavo fuori a fumare.
Naturalmente, come tutti i fumatori, negli anni, ho fatto di tutto per smettere di fumare.
Per esempio ho iniziato a mangiarmi le unghie per evitare di fumare. Risultato? Adesso fumo mentre mi mangio le unghie.

Per esempio ho partecipato ad un corso serio e a pagamento per smettere di fumare. Risultato? Ho smesso per un anno e mezzo di fumare, ma ho iniziato a bere il mirto tutte le volte che avevo voglia di accendermi una sigaretta. Risultato? Per smettere di bere quindici o sedici bicchierini di mirto al giorno ho preferito ricominciare a fumare, anche perché mi stavano per ricoverare per eccesso di zuccheri nel sangue. Per esempio con la scusa che “se te le fai tu fumi meno” ho smesso di fumare sigarette già fatte e ho iniziato a fumare solo tabacco. Risultato? Ho la casa piena di tabacco, filtrini, cartine perfino tra le mutande, le lenzuola pulite, i libri e adesso fumano e mangiano tabacco anche i miei gatti.

In ogni caso conosco tante persone che sono riuscite a smettere di fumare e so che prima o poi ci riuscirò anch’io. Vietato Fumare è un divieto che vale la pena rispettare. In fondo lo vietano per il mio bene e per il bene di chi mi circonda e quindi smettere di fumare si deve e si può fare. Di certo, invece, non si può rispettare il divieto Vietato Amare che alcuni, soprattutto in questi giorni, tra unioni civili e stralci di stepchild adoption, hanno tirato fuori dal loro strampalato cervello. No, mi dispiace, ma smettere di amare non si deve e non si può fare. Amare l’amore non è una scelta. L’amore (e amare) non è una scelta. Non si può smettere di amare chi si ama così come, invece, si può smettere di fumare. Lo scrivo perché in questi giorni mi sono sentita trattata un po’ così come se l’amore che provo io provochi dolore, come fa il fumo, anche ad altri. Come se l’amore che provo io, come il fumo, fosse un vizio da cui doversi liberare. Vietato Amare è un divieto che non possiamo rispettare, anche perché a differenza del fumo, il nostro amore proprio non fa male a nessuno. In ogni caso ci stanno trattando come se fossimo malati e pericolosi, hanno giocato a scacchi con le nostre vite e sono riusciti a darci un contentino giustiziando, credo, la giustizia.

Una volta nei treni c’erano i vagoni per fumatori. In questi giorni mi sento come se nei treni volessero mettere i vagoni per gli amatori diversi: “Si potete salire, ma là!”. Mi dispiace, ma non è così. L’amore che quelle e quelli come me viviamo non è un vizio che fa male a qualcuno. Solo Il fumo danneggia gravemente te e chi ti sta intorno. Il nostro amore No, non danneggia veramente nessuno e chi ci sta intorno continua a stare bene lo stesso (sempre che stia bene). Punto.
Adesso mi accendo una sigaretta e poi vado a fare l’amore. Di solito si fa il contrario, ma io, visto che in questo caso si può scegliere, mi voglio differenziare.
Vietato Vietare l’Amore. Lo urlo perché è questo che da giorni alcuni provano, e in parte sono riusciti, a fare.