Voci dal buio

di Michele R. Serra

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Voci dal buio

Sarah Glidden è una ragazza americana di origini ebraiche, che quando ha iniziato ad avvicinarsi alla trentina ha deciso di andare alla ricerca delle sue radici. Prima nello stato di Israele, e poi nel Medio Oriente tutto. Non ha ancora smesso: è diventata una giornalista che racconta quel pezzo di mondo in modi non convenzionali. A partire dal suo mezzo di espressione, che è il fumetto.

Chissà chi, tra i giornalisti di molti anni fa, avrebbe immaginato che nel ventunesimo secolo per trovare lettori i giornalisti avrebbero dovuto mollare la macchina da scrivere e prendere in mano matite e pennini. Sia come sia, oggi il graphic journalism è una realtà, e Sarah Glidden ne è una delle esponenti di punta. 

Il suo ultimo libro si intitola Voci dal buio, e viaggia tra Turchia, Iraq e Siria. Tappe raccontate in presa diretta, come un diario di viaggio nel quale ogni giorno si accumulano storie concrete, di persone mai ridotte a questo o a quello stereotipo.

Un viaggio insieme a due colleghi giornalisti indipendenti e a un ex-marine americano, che dopo aver combattuto in quelle terre ha deciso di unirsi a loro per conoscerle davvero: non più come nemico, ma come uomo. Il suo personale percorso di conoscenza e accettazione di quello che è stato il passato, è una storia dentro la storia di questo libro.

Un racconto meraviglioso messo insieme con grande economia di mezzi, e un disegno semplice che non vuole mai calcare la mano: non è sentimentale, ma soltanto sincero. E per coloro ai quali la cosa interessa, è anche una riflessione sul giornalismo. Precisamente sulla domanda: a cosa serve il giornalismo, visto che abbiamo capito che non serve a cambiare il mondo? Bello che nel 2017 ci sia una generazione di giornalisti che si pone ancora il problema, prima di tutto. Se poi lo fa disegnando, bè, è la stessa cosa.