Volver, uno spettacolo da ritornarci

di Colette Depero

Recensioni
Volver, uno spettacolo da ritornarci

Non è per fare un paragone esagerato, ma io è come il capocomico Gianluca De Angelis che mi immagino Shakespeare. L’unione dei registri, in Volver (e nei lavori precedenti) riguarda più le diverse tipologie di umorismo e di comico che di generi, rispetto al maestro Shakespeare (tragico e comico). State buoni, non ritiratemi la laurea in lettere. Qui non è di poetica che si parla, ma di estetica: Gianluca De Angelis e Shakeaspere si assomigliano fisicamente.
Volver

A dire la verità, Volver mi esprime quel comico che mi figura quel famoso piatto di primizie miste, il satura lanx di Petronio, quello che si studia al liceo quando si parla di satira. Un piatto fatto di tutto ciò che è fresco e piacevole.

E invece non è né satira, né Shakespeare, ma solo una carinissima e godibilissima telenovela dal vivo, ambientata in una casa argentina che è in verità  a) un labirinto b) una prigione.

Riferimenti letterari ce ne starebbero a go-go, a volerli investigare. Ma questa non è una marchetta, e nemmeno una storia d’amore tra me e De Angelis.

La storia di Volver è invece un’altra: è la saga familiare della famiglia Scarpelli che vive nella villa Volver, a Lanus, un piccolo sobborgo nei pressi di Buenos Aires. In quella immensa villa si svolgono storie di ordinaria follia e amori impossibili del Conte Scarpelli, proprietario della decadente tenuta. Ogni puntata, ovvero ogni rappresentazione, culmina col tentativo fallimentare di abbandonare la villa “Volver” con piani demenziali. Una band accompagna lo spettacolo dal vivo.

Non è perché ho visto 15 volte lo spettacolo, che lo consiglio. E’ perché l’ho visto 15 volte, d’inverno, sotto la pioggia, al freddo, senza che nessuno mi abbia costretto! Senza nemmeno essere innamorata di uno dei singoli attori, e soprattutto senza mai avere avuto una passione particolare per il cabaret. E’ solo uno spettacolo che fa bene al cuore.

Ci sono delle battute, 2-3, che mi sono sembrate un po’ volgarotte (cose con il “cazzo” di mezzo), ma almeno 18 battute mi sono piaciute.

Pollice alzato per: il personaggio dai capelli fucsia, la cantante di Tango e Volver, tedesca, una Uma Thurman rubata alla Germania, la moglie di Pablo, e la vedova. A dover scegliere un motivo singolo per andare a vedere lo spettacolo, non ci riuscirei: è nel complesso che il tutto rende. Persino nei costumi e scenografie.

 
Breve intervista con Gianluca De Angelis.


 
Volver è dedicato a Maradona, ma perché ti piace Maradona così tanto?
Perchè è il simbolo della lotta allo strapotere,dal basso dal popolo. ”
 
E vince o perde?
Ha sempre vinto, perso, vinto, perso, morto e il terzo giorno è resuscitato.
 
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No, è diventato un personaggio legato a tutti movimenti politici dell’america latina. Per non parlare della genialtà e la bellezza estetica che fa di lui un idolo a metà tra Charlie Parker e Caravaggio.
 
Ma Maradona che cosa c’entra con lo spettacolo, con Volver?
Niente, è il nostro santo protettore, nel senso che noi non avendo santi in paradiso, ne abbiamo eletto uno: lui.

il santino dello spettacolo
 
Ma preferisci Maradona o Shakeaspere?
Sono la stessa persona. Ma adesso smettiamola o ti innamori di me.
 
E daje. Volver: Allo Zelig, in Viale Monza. Costa 10 euro, ben spesi.Ore 20:30. Esserci.