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Zoolander 2

di Michele R. Serra
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Justin Bieber, Katy Perry, A$ap Rocky

Ben Stiller

Zoolander 2

Universal Pictures

Quindici anni per diventare un cult assoluto. E pensare che quando il primo Zoolander uscì nelle sale americane e nel mondo, l'accoglienza non fu esattamente delle più calde. Negli Usa ci furono buoni incassi, ma anche critiche: il film era uscito a poche settimane dagli attentati dell'11 settembre, e molti giudicarono quella scelta inopportuna. Nel resto del mondo, il pubblico non sembrava così interessato alle avventure demenziali dei due modelli completamente idioti interpretati da Ben Stiller e Owen Wilson. Ma poi, con il tempo e gli home video, ecco che Zoolander è entrato nell'immaginario collettivo. Tanto da spianare la strada per un seguito. Una nuova avventura, ovviamente. Roba quasi da supereroi. Quasi.

La trama, un po' spy-story un po' Marvel, non è esattamente al centro dell'attenzione di chi ha diretto e prodotto Zoolander 2, cioè lo stesso protagonista Ben Stiller. Non è altro che un riciclone di luoghi comuni di Hollywood degli ultimi cinquant'anni, ma visto che di questi tempi si parla un sacco di raccolta differenziata e riutilizzo di ciò che viene prodotto e consumato, potrebbe anche non essere un male.

Come il primo Zoolander, anche il numero due non è davvero un film, ma più che altro un contenitore di cameo di personaggi famosi e riferimenti esterni, lanciati a pioggia sullo schermo. Se nel primo c'erano David Hasselhof, Lenny Kravitz, Paris Hilton e David Bowie, oggi abbiamo Justin Bieber, Skrillex, Valentino e Sting. Più altri venti almeno. Non è il film con più cameo della storia del cinema (quello, credo che sia Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo di Stanley Kramer, 1963), ma uno dei primi cinque di sicuro.

Difficile fare un commento a un film che non è un film, ma qualcos'altro. Perché qui non si racconta una storia, ma si mettono insieme altre storie, che stanno fuori dal film eppure allo stesso tempo servono a godere del film. Chi conosce Sting capirà le battute che lo riguardano, chi conosce la moda di Rick Owens capirà perché Benedict Cumberbatch con la parrucca è un'icona del fashion 2016, chi conosce l'astrofisico televisivo americano Neil DeGrasse Tyson riderà della sua apparizione, eccetera eccetera. Nessuno spettatore capirà tutto quanto, ma chiunque avrà il suo momento di soddisfazione. Poi bisogna capire se quei momenti bastano, visto che questo non è un film, ma una raccolta di immagini buone per i frammenti social.

Sicuramente si tratta di un prodotto molto contemporaneo. Se volete, di una riflessione sullo star power nella cultura pop odierna, sulla caduta dei confini tra moda, arte, musica... Ok forse sto esagerando un po'. Alla fine, più che altro sono Ben Stiller e Owen Wilson che si lanciano delle bottiglie in faccia. E toccano le tette di Penelope Cruz.

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