10+1 cose che ho imparato dal Salone del Libro 2013

di Alberto Forni

Recensioni
10+1 cose che ho imparato dal Salone del Libro 2013

Siamo giunti alla fine. Le aspettative che avevo non sono andate deluse. È stato un bel Salone, che ha regalato tante fascette e tante soddisfazioni. Ho visto cose che voi lettori non. Sono stato rimproverato da due editori e minacciato di querela da uno. Nello stand Fanucci, mentre consegnavamo il diploma “Le disgrazie non vengono mai sole”, ho rischiato di incontrare l’a(u)ttrice del libro premiato (Scappa! Scappa!). Ho imparato delle cose. Ho avuto delle soddisfazioni. La più grande di tutte è stata questa. (Per chi si fosse sintonizzato solo adesso: una mail dal vincitore degli Oscar delle fascette.)

 

Ecco comunque le dieci cose che ho imparato dal Salone del Libro di quest’anno.

1) Che ormai i libri te li tirano dietro a carrettate (ma non è una grande novità)

 

2) Che l’immaginario legato a YouPorn sta influenzando la narrativa più di quanto uno possa credere.

 

3) Che non c’è limite alla fantasia. Soprattutto nel campo dei gadget.

 

4) Che la questione dei cartelli scritti a penna è più profonda e complessa di quello che pensavo e che ci devo riflettere a fondo.

 

5) Che i miei quotidiani sforzi per diffondere la giusta grafia di iPhone e iPad sono una battaglia persa.

 

6) Che i retroscena del Salone possono essere più inquietanti di certi misteri sui Servizi Segreti deviati o sui Templari.

 

7) Che il genio, come insegna Amici Miei, è “fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” ma soprattutto può manifestarsi quando meno te lo aspetti.

 

8) Che c’è ancora spazio per innovare all’interno di una categoria in cui, apparentemente, si è già molto sperimentato: quella dei font (magari con l’aiuto di qualche scossa sismica).

 

9) Che possono anche esistere libri con doppia fascetta perché, in fondo, “du fascett is megl che uan”.

 

10) Che la proprietaria delle Edizioni Esordienti E-Book – nel caso dovesse andarle male con l’editoria – ha pur sempre un futuro come sosia di Rosy Bindi.

 

+1 della redazione Smemo) Che il bello è condividere alta letteratura attraverso la rete, #darlavia:

 

 

Grazie amici. È stato bellissimo. Speriamo di rivederci presto.

Potete comunque venirmi a trovare da queste altre parti dove faccio le fascette e le cose del self-publishing.