12 mesi con Aldo Nove

di La Redazione

12 mesi con Aldo Nove

– Il libro che ti ha cambiato la vita, se esiste.
Le 120 giornate di Sodoma ed è un libro di D.A.F. Sade. L’ho letto a 14 anni e alla fine del libro di anni ne avevo già 400. Credo che l’uomo non abbia mai più scritto nulla di così estremo.

– Il libro che non ti ha cambiato la vita, anche se forse avrebbe dovuto…
La ricerca del tempo perduto, ed è un librone di Marcel Proust. Essendo un capolavoro dell’umanità, ho provato a leggerlo una quindicina di volte, ma non vado mai oltre le prime dieci pagine. Non so, sarà un problema mio.

– Sei d’accordo con Pennac (Come un romanzo) sul diritto del lettore di non finire un libro?
Sì, sì, per carità, il libro non è un carcere, si può uscire quando si vuole.

– Il posto più strano dove hai scritto.
Non ne ho idea, scrivo dappertutto, forse in aereo. L’aereo è strano?

– L’orario preferito per scrivere.
Le quattro del pomeriggio.

– Inchiostro o tastiera?
Non vedo l’inchiostro da trent’anni.

– Carta o digitale
Non vedo carta da trent’anni.

– Facebook o Twitter?
Facebook. Twitter è troppo schematico.

– Non potresti mai scrivere senza…
Dei tubetti di tabacco avvolto nella carta, che si accendono.

– Raymond Carver, maestro del racconto, diceva: “Mi piace il fatto che può essere scritto e letto in una sola seduta”, sei d’accordo?
Assolutamente sì. Anche per quello ho problemi con Proust.

– Cosa ti piacerebbe portare nel 2013? E cosa lasciare?
Porterei il 1976 e lascerei il 2012.

– Un messaggio di auguri per il prossimo anno (chi ben comincia…) per gli/le smemorandiani/e
“Forza, la vita è bella!” (citazione dal film Mary per sempre. La frase è detta da un ergastolano in permesso straordinario al figlio appena nato in ospedale)

Aldo Nove ha pubblicato tutti i suoi racconti, romanzi e poesie con la casa editrice Einaudi. Il suo ultimo libro è La vita oscena.