#14N student* in piazza: sciopero generale europeo contro l’austerità

di UDS Unione degli studenti

Attualità
#14N student* in piazza: sciopero generale europeo contro l’austerità

Mi chiamano “choosy” perchè non mi accontento del lavoro precario e sottopagato che mi propongono. Ma spesso non trovo nemmeno quello. Qui in Italia docenti, ministri e amici mi dicono di andare all’estero. Eppure io voglio restare per cambiare questo paese, voglio riconquistare il mio presente per liberare il mio futuro tenuto in ostaggio dalla precarietà. Per questo oggi, 14 novembre, scendo in piazza insieme agli studenti di Spagna, Portogallo e Grecia.

Chi sono?

– Sono uno studente, sono una studentessa del 2012. La mia scuola è il liceo scientifico “Cremona”, è l’istituto tecnico “Torricelli”, è il professionale “Bertarelli”. La mia scuola cade a pezzi e da anni dicono che non ci sono soldi per ristrutturarla. Ogni anno però la mia famiglia spende centinaia di euro per farmi di studiare, anche se non può permetterselo. Se passasse la Legge 953, ex Aprea, verrebbe cancellata la rappresentanza studentesca e aboliti i diritti democratici miei e dei miei compagni di scuola. Scendo in piazza per bloccare questo progetto di legge e rivendico fondi straordinari per l’edilizia scolastica, una legge quadro nazionale per il diritto allo studio, più borse di studio, il diritto ad una mensa accessibile.

– Sono un* student* universitario/a. La mia università è a Roma, a Milano, a Cosenza. Studio lettere, studio ingegneria, studio scienze. Studio in aule sovraffollate, pago tasse sempre più alte, mentre i servizi che ricevo sono sempre più scadenti. Voglio che le aule siano luoghi di discussione e dibattito. Voglio che i saperi siano liberi e non al servizio del mercato o della fondazione privata che finanzia la mia università. Voglio saperi che non discriminano, che parlino di donne e di uomini, di ambiente, di lavoro, che aprano la mente. Voglio accesso ai luoghi della cultura per tutti: cinema, teatri, musei, libri. Ed è per questo che manifesto: voglio che l’accesso al sapere sia libero.

– Sono un* student* di TarantoIglesias, Mirafiori. Mi hanno detto che per continuare ad avere lavoro sul mio territorio dovevamo sacrificare i diritti: quello al salario dignitoso, quello alla salute, quello alle pause. Voglio che nella mia università si studino modelli alternativi di mobilità, e modelli per produrre acciaio o carbone garantendo diritti, lavoro e salute. Il mio sapere è un’opportunità per il mio territorio, per questo il 14 novembre lotterò per maggiori investimenti in ricerca e innovazione, per un lavoro dignitoso e la salute dei cittadini e delle cittadine e per il rispetto dell’ambiente.

– Sono un* student* indebitato e per pagarmi gli studi ho chiesto un prestito. Dovrò restituire i soldi a tassi elevati non appena avrò un lavoro. Sarò più ricattabile dei miei colleghi e delle mie colleghe, sarò due volte precario. Il 14 novembre scendo in piazza per chiedere un reddito destinato ai soggetti in formazione che non mi obblighi ad indebitarmi per studiare.

– Sono un* student* fuorisede. Lavoro in nero per pagarmi un affitto in nero. Sono un pendolare. Per studiare sono costretto a spendere centinaia di euro l’anno per raggiungere la mia scuola o la mia università. Nessuna legge tutela la mia condizione per garantirmi un diritto all’abitare o l’abbassamento del costo dei trasporti. E’ per questo oggi scendo in piazza.

– Sono un* student* omosessuale, un migrante, una ragazza madre. Sono discriminato/a per la mia storia, il mio orientamento sessuale, il mio paese d’origine. Scendo in piazza il 14 novembre perché vorrei che le scuole e le università fossero un luogo di uguaglianza sociale.

– Sono un neet, uno dei giovani tra i 15 e i 29 anni che “né studia e né lavora”, sono un disoccupato neolaureato e faccio parte del 36% di giovani italiani senza un impiego. Scendo in piazza per difendere il mio diritto ad avere un lavoro.

– Sono una studentessa italiana, sono uno studente greco, sono una studentessa spagnola, sono uno studente portoghese. Per uscire dalla crisi il mio governo sta smantellando il welfare e i diritti: tagli ai fondi per le scuole, le università, la ricerca, tagli ai sussidi di disoccupazione ai miei genitori e la sanità alla mia famiglia. La disoccupazione giovanile in Europa è aumentata al 22% . Io sono una risorsa per l’Europa, per questo voglio che ciò che apprendo a scuola e all’università sia un’opportunità per uscire dalla crisi. Per questo anche io manifesto il 14 Novembre nel mio paese in occasione dello sciopero generale europeo, per lottare per il mio presente e per il mio futuro, insieme ai miei coetanei e le lavoratrici e i lavoratori europei.

 

Sono uno, nessuno e centomila. Ho mille facce, ma rappresento una sola condizione. Per questo scendo in piazza domani in occasione dello sciopero generale in Italia, Spagna, Portogallo, Grecia contro le politiche di austerity dell’Unione Europea, contro un’Europa senza democrazia e governata dai poteri forti. Scendo in piazza perché voglio costruire, insieme a chi si sta mobilitando negli altri paesi, un’idea d’Europa differente, inclusiva, giusta ed eguale, che metta al centro i saperi, il welfare, i diritti e il futuro delle persone.

Faccio questo perché cambiare la scuola e l’università, significa cambiare l’Europa e la società tutta.

Uno studente, una studentessa