25 tipologie di post molesti su Facebook

di Colette Depero

Storie di Smemo
25 tipologie di post molesti su Facebook

Lo so, di liste sugli atteggiamenti molesti di Facebook ne sono state fatte a bizzeffe. Ma che ci volete fare, il social di Zuckerberg si evolve, e così si evolve anche l’uso molesto che se ne fa. Ce ne sono alcuni sempreverdi, e altri che invece sono frutto di cambiamenti socioculturali, ecco una lista aggiornata:

1 – Leccare il culo al capo. Il vostro capo in ascensore vi ha detto “che bella giornata di sole” e voi postate una foto del sole. Il vostro capo mentre potava le rose della sua scrivania vi ha raccontato di avere preso parte a una gang bang, e voi postate una frase come “ah, quanto è bello il sesso di gruppo”. Siamo un po’ più indulgenti con I freelance, che hanno 20-25 capi e praticamente nessuna idea. Sono l’emblema del cerchiobottismo. Ma i tempi sono quelli che sono. Essere liberi per non esserlo affatto. (#cosamihadettoilcapo)

2 – Appelli sugli animali/bambini/esseri umani maltrattati. Con foto strazianti. Non è che non abbiamo sensibilità. No, è vero: non abbiamo sensibilità. 

3 – Dire a nuora perché suocera intenda. A nessuno di noi interessa che voi ce l’abbiate con Marco perché Marco vi mette le corna e quindi scrivete sulla bacheca di Silvia, migliore amica di Marco, che va tutto bene e che limonate tutte le sere. E nemmeno che Stefania non ve l’abbia data l’altra sera. O che la vostra migliore amica sia una stronza.

4 – Sentenza ellittiche. O lo dici, o non lo dici. Se lo dici: SVO (soggetto, verbo, oggetto).

5 – Frasi sibilline. Le vostre profezie mettetele in una cassetta di sicurezza.

6 – L’Oroscopo di Brezny.

7 – Quelli che scrivono “ciao come stai” in chat e poi vanno subito offline. Forse per timidezza, imbarazzo. Tu rispondi ma loro non ci sono più.

8 – Quelli che criticano il sistema. Utilizzando parole come: società, relativismo, sistema, etica, in linea generale, in un futuro ipotetico, puta caso.

9 – Catastrofismo. Moriremo comunque tutti.

10 – Quelli che postano stampa alternativa dalla fonte incerta, ma pensano che tutta la stampa dica il falso e che tutti i giornalisti siano venduti. E vedono il complotto anche dietro una brioche alla marmellata.

11 – Quelli che “se raggiungi un milione di like”.

12 – Quelli che postano di attualità con un ritardo pazzesco. Tutti hanno detto tutto e loro si esprimono dopo 7- 8 giorni.

13 – Quelli che non sanno di essere monitorati e con ingenuità mettono i like su di una bella fica, rischiando il matrimonio.

14 – I RIP.

15 – Quelli che sostituiscono la foto profilo con quella del proprio estinto. E tu chiedi: “ma chi è” e quell’altro risponde “questo che è morto ecc”.

16 – Quelli che postano solo di calcio, parlando di cose che non siamo tenuti a sapere perché non abbiamo nessun problema di inserimento sociale, non rosichiamo se per una sera non ci sentiamo coinvolti in un discorso, non andiamo a casa se tutti gli altri nosti amici parlano di una partita pensando: “devo assolutamente sapere di calcio per inserirmi”. Non guardiamo le partite e in buona sostanza ce ne freghiamo dell’andamento minuto per minuto di Lazio – Juve. (Su Twitter non ne parliamo).

17 – I viscidi. Quelli che ci provano nei commenti. In pubblico.

18 – Fooders Instagram. Quelli che ci dicono tutto quello che hanno mangiato. Io lo faccio, ma metto un hashtag sill’attualità, tipo #jobsact, #jacqueslegoff

19 – Quelli che vivono la vita come un evento della nightlife. Vanno di lì, vanno di qui, hanno delle vite meravigliose dalle 20 alle 00. Conoscono i vip, si fanno le foto con loro, sono belli e fortunati.

20 – Gli aforismici. Sono come gli anorgasmici. Ne tirano fuori anche di belle eh. Ma da dove? Qui c’abbiamo una Smemoranda da riempire.

21 – I fuorisede. Quelli che stanno a Roma e sono COSTRETTI a vivere a Milano. E allora quando sono a Roma dicono “finalmente”. Oppure “finalmente sole”. Fotografano I tombini di Torpignattara, perché sono diversi, migliori di quelli di Milano. Niente, volevamo solo dirvi che Milano – Roma col Frecciarossa sono 3 ore.

22- Quelli che sto ascoltando, leggendo, vivendo. Grazie.

23 – Quelli che da giugno ad agosto ci fanno un report degli odori che si sentono sugli autobus.

24 – Quelli che non postano mai niente ma passano la vita a spiarti. E tu pensi che loro non esistano finché non li incontri e ti dicono “ho visto dall’evoluzione delle foto che hai due nuovi brufoli sul mento”. E tu ti senti ridicolo perché in tutto questo hai postato una quintalata di selfie sempre con la stessa faccia. E a questo proposito, le modelle che postano selfie in cui truccatissime dicono “oggi sono orribile” sono poco credibili. 

25 – Le intellettuali femministe con un bel corpo. Ci tengono a farcelo capire, che hanno un bel corpo, nella maniera più subdola possibile: pubblicano una foto profilo della volta che erano in Sardegna a salvare le balenottere per Greenpeace.