40 carati Man on a ledge

di Michele R. Serra

Recensioni
40 carati – Man on a ledge

Uomo in fuga, polizia all’inseguimento, una grande rapina da milioni di dollari, New York. Ingredienti per un buon thriller d’azione? Boh, mi sembra che ce l’abbiano già raccontata ‘sta storia. Comunque, rimaniamo fiduciosi, perché chi se ne frega se un thriller è originale. Quello che conta è che ti tenga lì attaccato alla poltrona per due ore.

40 carati è il titolo italiano, quello originale è Man on the ledge, cioè letteralmente “l’uomo sul cornicione”. Il titolo dichiara già la situazione che vi troverete davanti: un uomo, Nick Cassidy – che fra l’altro è interpretato da Sam Worthington, il Jake Sully di Avatar – sta lì sul cornicione di un grattacielo. I 40 carati del titolo italiano sono invece quelli di un diamante, che deve essere rubato: seconda storia dentro questo film. Due vicende intrecciate, ci mancherebbe.

Ogni volta che entriamo in sala stringiamo un patto con il regista e con il film. Un patto di sospensione dell’incredulità: come se ci dichiarassimo ben disposti ad accettare la storia, anche se lo sappiamo, è strano che i proiettili dei cattivi a Stallone non lo beccano mai, mentre lui (o Bruce Willis o Schwarzenegger, chi vi pare) li prende sempre al primo colpo. Ma noi, da bravi spettatori, non stiamo lì tutto il tempo a dire “ehi, questo non è possibile”. Siamo bendisposti, come se aprissimo una linea di credito al regista e allo sceneggiatore, che però devono stare attenti a non abusarne. Che è esattamente quello che fa il regista di questo 40 carati, Asger Leth. Ci mette lì in fila una dietro l’altra una serie di idee che non possono che sembrarti incongruenti, e che portano inevitabilmente verso l’umorismo involontario.

Dentro una storia dai risvolti improbabili si muove un cast comunque ben assortito. A parte il protagonista Sam Worthington che non è esattamente un campione di espressività, gli altri personaggi funzionano bene, soprattutto i due ladri interpretati da Jamie Bell – che è cresciuto dai tempi di Billy Elliott – e Genesis Rodriguez: i due praticamente mettono in piedi un litigio da fidanzatini durante il furto. Anche questo è difficile da credere, ma almeno è divertente.

E voi cosa sareste disposti a fare, per godervi un bel film d’azione? Siete disposti a passare sopra buchi giganti di trama e sceneggiatura, siete disposti a consegnare il vostro pensiero critico nelle mani del regista Asger Leth? Se siete disposti a questo, potrete godervi quello che di buono ancora rimane nel film: cioè un bel po’ di scene dove la tensione effettivamente c’è. Soprattutto se soffrite di vertigini, ehm.