8 cose che ho capito su Fall Guys
(uva-anguria-mela-ciliegia)

di Caterina Balducci

Recensioni

La prima volta che ho sentito parlare di Fall Guys non ho nemmeno capito il nome (“Fallen” che?), ma quando il mio gruppetto di gamer di fiducia (gente capace di passare metà giornata con il controller in mano e l’altra metà a guardare tutorial di youtuber che giocano) ha dichiarato a fine estate che questo era il gioco a cui tutti stavano giocando ho capito che c’era di mezzo qualcosa d’importante e che non si poteva trascurare (se alcuni milioni di persone sparse per il mondo fanno la stessa cosa bisogna che ci sforziamo di capire almeno di cosa si tratta).

fall-guys

Brevissima spiega per chi (saranno pochi) non lo avesse nemmeno sentito nominare: Fall Guys è un videogioco facile, nella grafica e nei contenuti. È liberamente ispirato a Takeshi Castle, un programma giapponese degli anni ’80 (poi molto popolare anche da noi) dove i concorrenti si ritrovavano a superare delle prove un po’ sadiche e divertenti (si lanciavano su materassi giganti indossando costumi in gommapiuma) con grande divertimento degli spettatori.

Comunque, in questo gioco il gamer può scegliere il proprio pupazzetto (che hanno tutti diverse skin, la mia preferita è quella a forma di hot dog) e affrontare attraverso di lui le prove che gli verranno assegnate insieme ad altri pupazzetti, che possono essere sia amici che giocano on line sia sconosciuti. Le prove non sono né enigmi alla Zelda né colpi di bazooka alla Fortnite, piuttosto quello che non ci si aspetterebbe da un gioco che spopola nel 2020 e cioè memory, salti, slalom e altre funzioni decisamente basiche (non per questo meno divertenti).

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Bene, poste le basi del gioco, posso passare a elencare quello che ho capito su Fall Guys (insieme ai pupazzetti) dopo diverse ore passate vicino a chi ha messo in pausa roba come Fortnite e Fifa:

1. Se senti ripetere “uva-anguria-mela-ciliegia” tipo mantra religioso non è perché il gamer è impazzito o sta pensando ai gusti del suo frullato preferito. No, sta cercando di memorizzare le caselle su cui saltellare per vincere la prova memory.

2. Anche se i pupazzetti sono “carini e coccolosi” Fall Guys può provocare sclerate, grandi sclerate.

3. Se “la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”, anche con le prove di questo gioco è così: “Survival”, “Team”, “Logic”, “Perfect Match”… non sai mai quale ti toccherà.

4. Anche qui (come in tutti i videogiochi che diventano famosi) ci sono parole che vengono passate per normali ma non lo sono: i “kudos” sono i soldi, “grabbare” (vabbè, arriva dall’inglese) per acchiappare, ecc.

5. È sia rilassante sia stressante. Come ci riesce? I pupazzetti dovrebbero infondere serenità, peccato che se vieni eliminato non ci stai dentro (l’abbiamo già detto che può far sclerare).

6. Non sappiamo se il suo successo clamoroso (i dati dicono che dopo un mese dalla sua nascita – cioè ad agosto scorso – è stato il gioco più scaricato di sempre dagli abbonati a Playstation Plus, con oltre 22 milioni di giocatori nel mondo) durerà oltre questa fine estate.

7. Si chiama così perché quando vengono eliminati i pupazzetti cadono (quindi “fall”, in inglese).

8. Non è un videogioco per “pro”: come lo so? Perché ci ho giocato anche io. Infatti ha delle funzioni semplicissime.

Com’è andata? Al memory non ero forte neanche da piccola perciò, ehm… sono caduta su uva-anguria-mela… e lì la sequenza si è interrotta, perciò il mio pupazzetto hot dog è caduto, sigh.