Abbiamo Capovolato foto e racconti di Campovolo 2.0 2011

di Alessia Gemma

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Abbiamo Capovolato – foto e racconti di Campovolo 2.0 2011

Campovolo 2.0: io c’ero. È stato il concerto del pubblico, che si è esibito in maniera sorprendente.

Ligabue ha potuto assistere al concerto di quasi 200 mila persone pronte da venerdì.
Quello che ha visto Luciano è stato uno degli eventi italiani più sorprendenti degli ultimi tempi. Ragazzi accampati da venerdì (gli irriducibili da MARTEDÌ!!!!!!!) pieni di sacchi a pelo, borse frigo, birre, costumi, infradito, cappelli, sole e talmente tanto entusiasmo da non rendersi manco conto che il loro è stato un atto di fede e di coraggio! Gente arrivata da ogni parte d’Italia, a qualsiasi ora (… e Pablo, l’uomo dello SmeMOTEL, lo sa: tutta la notte a piazzare tende a chi non faceva più distinzione tra le 8 di sera e le 4 del mattino… Sarà assonnato, oggi!).

Standing ovation quindi per il grande pubblico (e anche per il chioschetto di frutta nel campeggio che ci ha regalato, a 3 euro a vaschetta, l’illusione di freschezza, tra 10 birre e un bombolone caldo alla crema). Standing ovation per chi ha avuto il fisico per reggere i 3 giorni di campeggio in un campo emiliano che io ribattezzerei NONLUOGO, sospeso tra il viaggio di arrivo e il concertone di Luciano.
Tra il campeggio e il concerto c’era una pista di atterraggio aerei, e alle 3 di sabato mattina c’erano già centinaia di ragazzi pronti a decollare oltre i cancelli. Ragazzi (e pure famiglie!) che avevano passato la notte su quella pista, come se l’asfalto nero fosse stato il tappeto rosso per il divertimento. Tra 9 mesi siamo sicuri che nasceranno dei Lucianini/e, compensando le storie d’amore invece finite proprio a Campovolo (perché tra le zanzare, l’attesa, il caldo di giorno e poi il freddo di notte, il sacco a pelo puzzolente, l’acqua finita, i soldi contati, mica si può stare a pensare pure al fidanzato/a che rompe).

E la grande impresa del Liga non è stata il concerto strariuscito, non è stata la meraviglia di un magistrale Mauro Pagani che suona con lui avvolti da gente, non è stato il suo staff che è riuscito a mettere su e organizzare una cittadella nel nulla, non è stato il palco immenso che farebbe arrossire la migliore produzione americana, non sono state le luci e i video che se pure eri a 3 Km di distanza, praticamente in macchina nel parcheggio, riuscivi a vedere come sullo schermo del televisore piccolo di casa… no, il successo di Liga non è stata tutta questa figata, ma è stato riuscire a regalare e a ottenere dal suo pubblico l’entusiasmo e l’euforia per dimenticare il caldo, per riuscire a credere lussuosissimo un materassino gonfiabile per due notti, per credere che la Sicilia dai non è poi così lontana da Reggio Emilia, per non sapere manco più distinguere un bozzo di puntura di zanzara da un succhiotto e per condividere i bagni chimici per 3 giorni con 200 mila persone!

Vorrei infine aggiungere che anche noi Smemorandi, partiti venerdì da Milano, siamo riusciti a dare una mano: abbiamo regalato tende e dato quindi un tetto a tutte le storie di droga sesso e rock’n roll che non avrebbero sostenuto l’umidità; abbiamo fatto volantinaggio di cartoncini Smemoranda riconvertiti poche ore dopo in filtri per le sigarette gratis per tutti; abbiamo avuto talmente tanto caldo da tagliare, anche con i denti, le nostre T-shirt di rappresentaza dando spunti stilistici a tutto il campo; abbiamo fatto presente ai nostri vicini di tenda Emergency che il motto esatto in realtà è “Fate concerti, non fate la guerra”, ma soprattutto: ci siamo divertiti come pochi (… gli altri 199 mila).

Dai Pablo, adesso però è ora di sloggiare. Enzo molla quel bombolone, Michele pazienza se manco questa volta hai rimorchiato, Olga ok il caldo, ma proprio quei pantaloncini rosa con la scritta Aloha sul culo?

Bello bello. Io la prossima volta dormo in albergo, però.

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