Adelmo ‘O MASTerpiece

di La Redazione

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Adelmo ‘O MASTerpiece

Dato che ormai si è montato la testa lo abbiamo dovuto accontentare montando l’intervista nella formula a lui preferita: il botta e risposta. Dal 23 Febbraio ha preso il via su Rai3 la fase finale di “Masterpiece” il primo talent letterario al mondo in cui, per sei domeniche dalle 22:40, dodici aspiranti romanzieri affronteranno varie prove di scrittura e chi le vincerà tutte pubblicherà il proprio manoscritto in 100.00 copie per la casa editrice Bompiani. Tra di loro c’è un ragazzo che ha iniziato a scrivere le sue prime cose prendendo appunti su una Smemoranda presa inizialmente per segnare i compiti a casa.

Stiamo parlando di Adelmo Monachese, che l’anno scorso ha fatto la sua discesa in campo, è proprio il caso di dirlo, per Smemoranda.it curando il live tweeting delle partite della domenica calcistica, battute su battute dal primo minuto al novantesimo più recupero.

Il direttore di Rai3 Andrea Vianello in un tweet
Impresa da cui, quest’anno, si è preso una pausa per tentare l’impresa e bussare alla porta dei giudici del talent Andrea De Carlo, Giancarlo De Cataldo e Taye Selasi con il manoscritto “Cronache di Zemanlandia” che, Adelmo ci racconta: “È la storia di questo fantastico luogo dove succedono cose strampalate a chi lo abita e a chi ci è di passaggio. Una favola, o una fiaba, non ricordo, quella senza la morale, in versione moderna”.

Se avessi seguito Masterpiece con un live tweeting, come avresti commentato la tua esclusione?
“Esce un peso massimo”. Con i miei quasi 100 kg e il mio dilettantismo ero in piena categoria pugilistica.

Avevi perso la tua puntata di selezione ma sei arrivato tra i dodici finalisti tramite il ripescaggio del voto web. Con che spirito sei rientrato nella competizione?
Con lo spirito di uno che si intrufola a una festa senza esserne invitato, se non fai una figuraccia sono le feste in cui ti diverti di più!
[Risate e applauso fragoroso]

Sei stato presentato come “Il più Pop tra i finalisti”. Cos’avranno voluto dire?
Per dirla con un paragone calcistico mi sono sentito come le squadre africane ai mondiali di calcio: sono lì per mettere un po’ di colore e allegria nella prima fase poi, quando il gioco si fa serio, nella seconda fase a eliminazione diretta, si torna a casa.

La cosa più bella di questa esperienza?
Essermi potuto concentrare per settimane sulla scrittura.

La cosa più brutta di questa esperienza?
Dopo essermi concentrato per settimane sulla scrittura, sono tornato a casa e ho trovato Renzi capo del governo.
Pensavi di poter vincere?

Secondo te uno che propone un romanzo su Zeman pensa di vincere? No! Giammai! L’importante è far divertire un po’, dare spettacolo e lasciare un bel ricordo. Si, speravo di vincere.

Cosa si prova ad essere diventati famosi?
L’altro giorno sono andato a  fare l’abbonamento in una videoteca e quando il ragazzo allo sportello ha letto la mia carta d’identità ha detto: “Adelmo Monachese…ieri sera in Tv c’era uno che si chiamava come te!”.
[Risate]

Se dovessi scegliere il titolo di un libro per descrivere la tua esperienza a Masterpiece, quale sceglieresti e perché?
“Confessioni di un artista di merda”, di Philip K. Dick. Penso renda bene la mia situazione.

Se fosse un film?
“Ricomincio da tre”. Come le tre puntate a cui ho partecipato. O le tre a cui non potuto prendere parte. Dipende da come mi sento.

Una canzone?
I need dollar di Aloe Blacc.

Una citazione?
“Amatemi, odiatemi, ma non fraintendetemi”, Joaquin Phoenix sotto effetto di sostanze psicotrope.

Che futuro auspichi per il tuo romanzo?
Ovviamente la pubblicazione, ma il mio vero sogno è che diventi un musical con Lola Ponce nel ruolo di Zeman.

La visibilità televisiva ti sta agevolando a livello professionale?
Tornato a casa le mail che ho trovato erano di: Perdi Peso System, Prestiti senza busta paga, Compro Oro. Devo aver trasmesso molto di me.

Nessuna casa editrice si è fatta avanti?
Non potrei anticipare niente perché sono ancora in fase di valutazione ma, a dirla tutta, dopo la mia uscita dalla gara ho ricevuto anche un’altra mail, un’offerta da Feltrinelli: 30% di sconto su 6.000 libri e 45% se ne acquisto 3 con spedizione gratis per almeno 19 euro di spesa o ritiro nei punti vendita.

I tuoi progetti per il futuro?
Spero di trovare un conduttore televisivo a cui fare da contrappunto comico. Sull’esempio di Isabella Ferrari e Gene Gnocchi, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, Serena Dandini e Dario Vergassola, Floris e Crozza, Bruno Vespa e il plastico di Cogne. Vorrei propormi a Daria Bignardi. O a Osvaldo Bevilacqua.

Stai scrivendo qualcosa di nuovo?
Scrivo molto ultimamente. Soprattutto la sera.

Cosa stai scrivendo in particolare, se posso essere indiscreto?
Le ordinazioni nella pizzeria in cui lavoro. Margherita, Capricciosa, Diavola, i grandi classici non passano mai di moda. Con qualche interessante novità: il radicchio va forte.

Che idea ti sei fatto degli altri concorrenti?
Al di là delle differenze anagrafiche, di origine geografica, sociale e professionale, abbiamo condiviso a strettissimo contatto un periodo molto intenso, di quelli che un solo giorno ti sembra lungo una settimana, e in questo periodo loro sono stati la mia famiglia, quindi guai a chi me la tocca. Poi, certo, come in tutte le famiglie si può discutere, ci si può uccidere o procurarsi ferite gravi.
[Qualche forte risata isolata tra il pubblico] Mi pare di capire c’è qualcuno che ha divorziato da poco…
[Tutto il pubblico ride]

All’inizio della fase finale eravate in 12, un numero molto evocativo. Chi era il Giuda di Masterpiece?
Gli apostoli non sapevano che Giuda fosse un Giuda. Dovresti chiederlo al Gesù di Masterpiece.

E chi è il Gesù di Masterpiece?
Non lo so, hai iniziato tu il gioco.
[Un Oooh sorpreso e breve applauso]

Ora che sei fuori dai giochi, hai un favorito per la vittoria finale?
No. E ti assicuro quello non lo sa neanche Gesù.
[Applausi]

Ti va se ora vediamo insieme la tua simpatica clip di presentazione?
Certo, CLICCA

Davvero molto simpatica. Ci parli della tua collezione di clown? Lo trovo un po’ inquietante come passatempo, ti è stato mai fatto notare?
Forse hai ragione, ma i dottori mi hanno detto di continuare perché è meglio del mio hobby precedente.

Di cosa ti occupavi?
Uccidevo persone conosciute per caso, ne imbalsamavo i cadaveri e li truccavo e vestivo da clown.

Il direttore di Rai3 Andrea Vianello in un tweet ha scritto: “Io comunque se fossi un quotidiano sportivo domani contatterei per una rubrica Adelmo”. Ti ha fatto piacere?
Certo, mi ha fatto molto piacere, ma non è tutto. L’indomani un quotidiano sportivo ha twittato: “Io comunque se fossi il direttore di Rai3 contatterei per una rubrica sportiva Adelmo”.

Ora che sei fuori dal programma quale è il tuo più grande rimpianto?
Quando mi hanno mandato via non mi hanno dato il gioco da tavolo di Masterpiece.

[Intevista di @AdelmoMonachese ad Adelmo Monachese. Non è un caso di omonimia.]