Afro Samurai

di Michele R. Serra

Recensioni
Afro Samurai

 

Appena arrivato sugli scaffali un gioco tratto da una serie che NON è arrivata in Italia. Una gran bella serie, di cartoni: la storia era il più classico dei mistoni fra black culture e mitologia kung fu, un settore che dagli anni Settanta tira molto. E poi, c’era nientemeno che Rza a comporre la colonna sonora, e Samuel Jackson a doppiare il protagonista. Se riuscite a recuperare le puntate di Afro Samurai in rete, vi godrete un prodotto davvero ben confenzionato.

Il gioco? Non è male. Ricorda il noto picchiadruo del Wu-Tang, uscito qualche anno fa su Playstation: come quello, è ultraviolento. Plasma e smembramenti sono all’ordine del giorno, ci sono un sacco di mosse per affettare i nemici – anche se, a dir la verità, i tasti si finisce per schiacciarli un po’ a caso – e si può decidere di eseguirle anche al rallentatore, con il più classico degli effetti-Matrix (vi ricordate Max Payne?).

Eppure, se vi aspettate una cosa tipo Ninja Gaiden, rimarrete delusi. Soprattutto, a causa di un grosso problema tecnico, rappresentato dalla gestione delle inquadrature: spesso vi troverete a combattere l’orda nemica senza capire assolutamente dove vi trovate, perché in primo piano sullo schermo ci sono elementi del paesaggio che impallano completamente la visuale. Certo, c’è un pulsante per ri-centrare la telecamera, ma premerlo continuamente distrae dall’azione di gioco, e risulta estremamente frustrante.

Giudizio finale: un gioco bello al primo impatto, ma minato alle fondamenta dal problema di telecamera accennato poco sopra. In definitiva, consigliato solo ai fan hardcore della serie.

 

AFRO SAMURAI

Namco Bandai Games
Playstation 3, Xbox 360