All my friends are dead è un ottimo surrogato di Tarantino

di Redazione Smemoranda

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Forse è sbagliato, ma partiamo da questo.

Se esistono sketch tipo questo di Leonardo Manera e Claudia Penoni, è colpa di un pregiudizio, certo, però ci sarà un motivo. E noi sappiamo che non è così, ma è chiaro che nell’immaginario popolare il cinema polacco è in bianco e nero, racconta storie tristi per il pubblico dei festival più duri/depressi. Ecco: per smontare questo tipo di pregiudizi, niente di meglio di All my friends are dead.

Dunque, il frutto di questa produzione polacca è lontanissimo da quello stereotipo lì. Questa è una vera zarrata da home video, il genere di film dove si vede gente che muore male, ma alla fine si ride perché è tutto talmente assurdo e talmente cartoonoso, che è difficile spaventarsi davvero. Te lo vendono come un quasi-horror, ma in realtà è fondamentalmente una commedia. A parte gli schizzi di sangue qua e là, naturalmente.

Commedia + horror + Tarantino

All my friends are dead è anche il tipico prodotto Netflix: non c’è un gran budget, e a dire il vero neanche delle grandissime idee, però è il classico film che – se vi piace il genere – non vi dà fastidio trovare nei correlati, nei “se ti è piaciuto questo allora guarda anche questo”. Che è esattamente ciò di cui si nutrono le piattaforme di streaming. E certo, è ovvio che si tratta di un surrogato, di un Tarantino di seconda categoria, però fa divertire, e questo può anche bastare.

All my friends are dead effettivamente è un mix di citazioni e riferimenti, mai trattati con troppe raffinatezze, ma è ovvio che non siamo qui per vedere un film raffinato. Siamo qui per vedere una specie di slasher postmoderno, che mantiene quello che promette. E offre perfino un finale che va oltre le aspettative. In pratica è il film perfetto in questo momento storico in cui più o meno ogni sera diciamo una cosa tipo “hmm, questi altri li abbiamo visti tutti, quindi…”

Non una prima scelta, ma una buona seconda, da cestone delle occasioni. Qualche volta si fa pure lì un affare, no?