L’allegra vita della quota rosa

di Veronica Monaco

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allegra-vita-quota-rosaFa sorridere, ma anche arrabbiare, riflettere, arrabbiare ancora di più. “L’allegra vita della quota rosadi Silvia Ziche è un libro da leggere con la serenità nel cuore, perché dopo qualche tavola il primo pensiero che ti prende è “Ma com’è possibile?!” Come è possibile che nel 2019, quindi ben 1019 anni dopo l’inizio del Basso Medioevo, siamo ancora al punto che:

1) il rosa è un colore da femmine

2) le donne hanno bisogno di un principe che le salvi, possibilmente ricco, potente e realizzato (ragazze siamo in grado di realizzarci da sole!)

3) fare i mestieri in casa è un compito femminile (ragazzi toglietevelo dalla testa!)

4) per non farsi molestare, meglio non uscire proprio. O se proprio dovete farlo: non di sera, non da sole, non al buio, testa bassa, niente tacchi, etc. etc.

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5) decidere chi deve pagare il conto al ristorante diventa una questione di vita o di morte

6) ci sono lavori da donne e lavori da uomini

7) esiste una legge per IMPORRE la presenza delle donne nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa e nelle società a partecipazione pubblica (ah, tra l’altro, la legge in questione, la Golfo-Mosca entrata in vigore nel 2011, se non verrà prorogata decadrà nel 2022….Sapevatelo!)

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Ingiustizie, pregiudizi e stereotipi che “L’allegra vita della quota rosa” mette bene in evidenza. Ad accompagnare il lettore in questo viaggio c’è Lucrezia, il personaggio più famoso dell’illustratrice Silvia Ziche. Con lei, una serie di altri personaggi strampalati, da Luca (primo ex di Lucrezia, che continua a vivere sul suo divano a mo’ di acaro, che alla fine ci sorprenderà), l’amica di una vita Matilde, una mamma casalinga e un papà dell’altro millennio, una nonna tostissima e l’inseparabile cane Oliver.

In una serie di istantanee ironiche, la vita di tutti i giorni di Lucrezia (o come lei di milioni di altre bambine, ragazze, donne) ci scorre davanti: dalla cena romantica al  colloquio di lavoro, dal pranzo in famiglia alle chiacchiere con gli amici. E insomma l’allegra vita della quota rosa non pare poi così allegra! Ma la felicità può essere a portata di mano, con un po’ di impegno e qualche buon proposito.

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