Amour

di Alessia Gemma

Recensioni
Amour

– Che la trama del film è…

– Che esiste da qualche parte e solo per pochissimi una forma di amore che si basta, esseri che sanno vivere in simbiosi mutualistica e alimentarsi tra loro: è roba solo per pochi eletti, per qualcuno dura solo poco tempo. L’ho capito benissimo. Pare non sia cosa per noi di questa era perché imbarazzante, inutile, superfluo: c’abbiamo da fare, dobbiamo pensare a noi, c’abbiamo i problemi, non sappiamo dircelo. Peccato.

– Che «Fantasia e realtà raramente sono simili».

– Che ci vuole coraggio.

– Che l’amore è un investimento per il futuro. Più di un bellissimo appartamento a Parigi.

– Che a un certo punto del film non ce la fai più e invochi la fine e la morte.

– Che quello che qualcuno in amore chiama sacrificio è solo simpatia: sün+pàscho = patire insieme.

– Che a un certo punto del film diobbono che tristezza.

– Cha a un certo punto del film tutta quella vecchiaia e malattia sono aggressivi per te che guardi. E allora ti incazzi pure un po’.

– Che, credetemi, è veramente fuori luogo portarsi in sala i pop corn.

– Che i figli certe volte sono inutili e che in fondo è romantico che siano quasi estranei a un rapporto esclusivo. Insomma: i figli non capiscono un tubo, anche se li hai tirati su charmant come Isabelle Huppert.

– Che forse l’amore vero e la sua costruzione è roba d’antan, per dirla alla francese.

– Che la vecchiaia è nemica della dignità. Ed è scorretta, perché si aggrappa  al corpo.

– Che quando diventi anziano è strano perché hai troppo e pochissimo tempo a tua disposizione.

– Che “Te l’ho detto? Stasera ti trovavo veramente carina” è chiaramente una trovata cinematografica. Non esiste una frase del genere nella realtà detta a una che sta con te da una vita.

– Che si svolge tutto in un interno: è il dentro di un amore gigante.

– Che mi sa che Jean-Louis Trintignant non lo vedevo da Il sorpasso. Madonna com’è invecchiato.

– Che pace…

– Che il titolo lo capisci proprio bene nella scena finale.

– Che la parola Amour è così piccola e facile perché serve a veicolare tra una persona e l’altra, nel modo più veloce possibile, una cosa gigantesca e difficilissima. “Amour” avrebbe potuto anche essere “Piripicchio”, ma non sarebbe stato bene in metrica nelle canzoni.

– Che per i film lenti ci devi essere portato.

– Che ricordo benissimo che il 22 settembre 2007 il filosofo André Gorz, 84 anni, si suicidò insieme alla moglie Dorine, 83 anni, gravemente malata. Ma questa è un’altra storia d’amore, vero.

 

– Quello che veramente non ho capito è:

perché nel film Trintignant usa in casa, al posto delle pantofole, scarponi da montagna di almeno due numeri più grandi?