And the Winner is…..: “Non è un paese per vecchi”

di Redazione Smemoranda

Storie di Smemo

Ognuno ha quel che si merita: l’America la notte degli Oscar, i fratelli Cohen e Obama, noi Sanremo, i fratelli Sonohra e………….riempite voi lo spazio, tanto qualsiasi nome scriverete non reggerà il confronto. Purtroppo non sto seguendo Sanremo, ma so tutto, almeno tutto quello che c’è da sapere: che Gigi D’Alessio vorrebbe diventare un’icona gay e che la Tatangelo, cantando “Il mio amico”, non glielo permetterà. Che comunque vada “dirige il maestro Beppe Vessicchio”. Che se uno straniero volesse imparare l’italiano con le canzoni di Meneguzzi, come noi l’inglese con i Beatles, imparerebbe solo la parola: GRANDE. Che le canzoni di Sanremo non deludono mai: al primo ascolto sembrano tutte noiose, uguali e scritte da Toto Cutugno, poi, quando potresti capire qualcosa, dici: “non possiamo vedere tutte le sere il Festival!” ma, chissà perché, arrivi al sabato sapendo: titoli, codici per votare la tua preferita, nomi dei giurati, il significato della parola demoscopica, stilisti degli abiti indossati e cantando con entusiasmo tutte le canzoni, tranne quella di Toto Cutugno. Per altro le canzoni di Sanremo, più di tutte , hanno una peculiarità: si depositano in maniera definitiva e perenne nell’Ippocampo quindi col passare del tempo sicuramente dimenticherai l’anno delle guerre Puniche, la differenza tra ascisse e ordinate, tra meridiani e paralleli, il nome dei Presocratici, chi ha segnato nella finale dei Mondiali dell’82, dimenticherai perfino il nome dei tuoi compagni di scuola ma non dimenticherai mai che: “Marco se n’è andato e non ritorna più, e il treno delle 7 e 30 senza lui…..(non la saprò tutta?)…..e un cuore di metallo senza l’anima nel freddo del mattino grigio di città…..(adesso basta l’avrò dimenticata e sicuramente mi ricorderò come finisce l’Eneide)…..a scuola il banco è vuoto e Marco è dentro me è dolce il suo respiro fra i pensieri miei …..” sì la so proprio tutta. Sarà la solitudine? Ma noi possiamo ancora sperare nel cambiamento, un giorno riusciremo ad essere diversi e ad avere un futuro migliore per noi ed i nostri figli, un giorno, non lontano, riusciremo a dimenticare: “….e l’inquietudine di vivere la vita senza te, ti prego aspettami perché…..”. Yes We Can(tiamo)!