Angus McOg Arnaut

di L'Alligatore

Recensioni
Angus McOg – Arnaut

Secondo cd per Angus McOg, progetto solista trasformatosi sulla strada in una vera e propria band di folk-rock come poche in Italia. Disco prodotto in perfetta autonomia, attraverso il crowdfunding, cioè cercando in Rete il finanziamento da parte di persone che credono nel progetto e ne rendono possibile la sua la sua realizzazione. Una cosa che sta prendendo sempre più piede anche da noi.

Chi ha dato il suo contributo ha fatto bene, perché alla fine ne è uscito un vero oggettino di culto, a partire dalla particolare copertina e dal libretto interno, con disegni strani, quasi dei tatuaggi (anche sul cd stesso), giocati tutti sul bianco e nero, come i chiaroscuri dei dieci pezzi in essa contenuti: si va dall’apertura intensa di “Siddharta”, a tratti pop anni ’60 con archi folk stile Nick Drake, al finale mistico/sensuale di “The Morning Tale”, passando per la soave e filmica “Beyond Ancona Harbour” (Simon e Garfunkel?), la poesia intima di “Wasted”, con staffilate rock e ritmo in crescendo, e la cullante voce/chitarra “The Coal Song” (ancora Nick Drake).

Note a parte per “The Fire Sermon” e “Jonah”. La prima è un trascinante perfetto folk-rock, contaminato/contaminante, che cresce ad ogni ascolto. “Jonah” un gioiellino che risplende in un cd già ottimo: intimo e soffuso all’inizio, con una voce sussurrata, poi un ritmo in salire mai sentito prima. In realtà un effetto non voluto, in quanto si era scordato uno dei timpani, ed è poi stato “sistemato” in una fase successiva scordando di parecchi toni la batteria. Capolavoro, da ascoltare e riascoltare. Come tutto “Arnaut”.