Pensieri e parole su Anna Frank

di La Redazione

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Pensieri e parole su Anna Frank

Qualche tempo fa, siamo stati a vedere #AnneFrank. Vite parallele., un docu-film che racconta 5 donne che da bambine e adolescenti sono state deportate nei campi di concentramento e sono sopravvissute alla Shoah: Arianna Szörenyi, Sarah Lichtsztejn-Montard, Helga Weiss e le sorelle Andra e Tatiana Bucci.

Con noi in sala c’erano anche i ragazzi della Scuola Secondaria di Secondo Grado “Comandante Federico Jarach”, accompagnati dal professore di italiano Federico Calati. Gli studenti in sala avevano più o meno l’età di Anna quando scrisse il suo diario. Dopo aver visto il film, hanno provato a mettersi nei panni di Anna, per quanto possibile, e alcuni di loro le hanno scritto una lettera.

Scrive Ghila S., 14 anni:
Il professore ci osserva e chiede: “E se Anne Frank fosse una vostra nuova compagna di classe, fareste amicizia con lei? Cosa le direste? Quale sarebbe il vostro primo argomento di conversazione? Insomma, come vi comportereste nei suoi confronti?”
Le mani si alzano, ognuno vuole dire la sua. C’è chi dice che non saprebbe cosa dirle, e chi, invece, sarebbe felice di offrirle la propria amicizia. Molti ragazzi sono scettici – “Anne non ci assomiglia più di tanto” – osservano. È dovuta crescere in fretta, la situazione politica del mondo in cui vive sta degenerando e lei si trova costretta a pensare, pensare tanto, più di quanto una ragazzina della sua età dovrebbe fare; deve riflettere sulla vita, con pensieri profondi e maturi, che piano piano le rubano la giovinezza, fino a trasformarla in un’adulta a tutti gli effetti. Ma, nonostante questo, Anne non è troppo diversa da molti ragazzi del Ventunesimo Secolo, per interessi e per modo di essere, un po’ ribelle e testarda. Anne si comporta come noi e prova le nostre stesse emozioni: la scoperta dell’amore e della sessualità, il carattere lunatico, pensieri che non capiamo o non sappiamo identificare, i bisticci con i genitori e con le persone che non ci comprendono, le piccole gelosie in famiglia e la voglia matta di divertirsi senza pensare a niente.
Sogni, speranze, passioni, idee e progetti per il futuro, anche in epoche diverse, sono sempre gli stessi, ed è questo, secondo me, che più ci accomuna e ci rende vicini. Io riesco ad immedesimarsi in Anne, perché condivido molti suoi interessi ed il suo Diario è stato per me di grande ispirazione.
Nel docu-film #AnneFrank. Vite parallele. vengono presentate le storie, vissute durante la Shoah, di sei bambine e ragazze, fra cui anche Anne. Il racconto è un misto di interviste e stralci di frasi prese dal Diario di Anne Frank; filo conduttore il viaggio di una ragazza, alla scoperta delle atrocità che i nazisti riservavano a quanti definivano non ariani. Una delle cose che più mi ha colpito è stato il fatto che le vite di queste giovani donne, provenienti da luoghi diversi, si siano sfiorate anche solo per un istante. Il fatto di essere tutte di origine ebraica le ha costrette ad incrociare le loro strade, solo per poco tempo, però, con uno sguardo malinconico e spaventato.
Mi sconvolge sempre pensare che i cosiddetti “negazionisti”, siano davvero convinti di ciò che diffondono: che la Shoah non sia mai avvenuta e che Hitler e i suoi seguaci non abbiano fatto nulla di grave, nonostante le prove ed i documenti schiaccianti.
La Shoah ha cambiato la vita di milioni di persone, o ne ha causato la morte. È compito di noi ragazzi, che rappresentiamo la generazione futura, conservare e difendere la memoria di quella che è stata la tragedia più documentata della storia, e mantenere vivo il fuoco del ricordo, per non dimenticare.

Scrive Gabriel L., 14 anni:
Penso che se Anne, dopo aver vissuto l’esperienza di doversi nascondere nella sua soffitta, tornasse a scuola come una qualsiasi ragazza, sarebbe una persona speciale, molto più matura, intelligente e, soprattutto, avrebbe una visione del mondo differente rispetto ai suoi coetanei. A mio parere, questo suo essere “diversa” potrebbe avere un impatto sulla sua vita sociale: per esempio, sarebbe sicuramente più difficile, per me, instaurare un rapporto stretto con una persona che sento “superiore” a me e ai miei compagni.
Anne sarebbe una compagna con un vissuto tremendamente unico, un’adolescente la cui vita è stata sconvolta dalla furia nazista e, che, vivendo in un clima di paura, è stata costretta a nascondersi e a rinunciare a tutto ciò che a noi sembra normale e scontato.
Farei di tutto per comportarmi con Anne come se fosse una ragazza comune, normale, come è giusto venga considerata. Vorrei provare ad esserle amico, al di là di tutto ciò che ha passato e riuscire a creare un rapporto come con gli altri compagni. Penso sia un mio dovere e un suo diritto vivere una semplice quotidianità con tutto ciò che di positivo e negativo essa comporta.

Scrive Debora D., 14 anni:
Cara Anna,
È da tanto tempo che non ci sentiamo, come stai?
So che attualmente stai vivendo un periodo difficile e che devi vivere nascosta nella soffitta della ditta di tuo padre, insieme alla tua famiglia, alla famiglia di Peter e con il tuo “poco amato” Dr. Fritz.
Per te il tempo trascorre molto lentamente, non capisco proprio come tu riesca a stare in silenzio tutto il giorno per evitare di fare rumore ed essere scoperta.
È proprio ingiusto! Alla nostra età dovremmo poter uscire con gli amici, starcene in giro, a piedi o in bicicletta, andare a scuola. Insomma, dovremmo essere liberi!
La cattiveria umana non ha proprio limiti e tu, cara amica mia, ne stai pagando il prezzo.
Io sono molto felice che tu abbia scritto il tuo Diario. Forse non sai, ma viene letto come preziosa testimonianza di quello che stai vivendo. Vorrei tanto esserti vicina per chiacchierare con te, per dirti che andrà tutto bene, ma, purtroppo, sento che non sarà così.
Io attualmente vivo in Italia e, lo sai, le cose ora non vanno bene nemmeno qui: tutto ciò che ha rovinato la tua vita continua ad essere reale e distruttivo.
Con lo Stato di Israele, se le cose si mettessero davvero male, avremmo un posto dove andare.
Comunque, Anna, siamo tanto lontane, ma allo stesso tempo vicine.
Spero il mio affetto ti possa raggiungere e darti un po’ di serenità.
Con amore,
La tua cara amica Debora.