Argo Recensione

di Michele R. Serra

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Argo – Recensione

Non so voi, ma io quando vedo apparire all’inizio di un film la scritta “tratto da una storia vera” non mi prendo tanto bene. Una storia non diventa più forte solo perché è accaduta veramente: il cinema rimane comunque finzione, no? E se funziona, lo fa indipendentemente dall’essere o meno ispirato a fatti reali.

Poi mi capita di vedere un film che racconta una storia vera, si intitola Argo. Diretto da una star di Hollywood che di solito fa l’attore, Ben Affleck. E penso che sia una delle più belle storie vere che abbia mai visto raccontate al cinema.

Forse è il caso di riassumerla, questa storia vera che sta dietro ad Argo, l’ultimo film di Ben-Affleck-regista oltre che di Ben-Affleck-attore. Lui è l’agente segreto della CIA incaricato di far uscire dall’Iran – in piena rivoluzione khomeinista, nel 1979 – sei dipendenti dell’ambasciata americana sfuggiti alla cattura da parte del governo iraniano. Ora, la cosa fantastica di questa storia vera è che lo stratagemma architettato da un vero agente CIA per far uscire dei veri cittadini americani in pericolo dal vero Iran sembra roba che potrebbe venire in mente solo allo sceneggiatore di un film. Vale a dire: fingersi il produttore canadese di un finto film di fantascienza (appunto Argo), recarsi in Iran con la scusa di fare dei sopralluoghi e infine ripartire con i sei americani facendoli passare per lavoratori canadesi alle dipendenze della casa di produzione. A raccontarla fa ridere, e invece è una risposta creativa a un problema molto serio.

Che Ben Affleck non fosse solo un bel ragazzone americano capace di prestare i muscoli ai mega-blockbuster (tipo Armageddon, Pearl Harbor o Daredevil), ma anche un signor regista, lo sapevamo già da Gone Baby Gone e The Town. Ma qui praticamente con questo Argo viene fuori che lui è uno dei migliori registi nordamericani della sua generazione, uno che sa fare il classico cinema di Hollywood, uno alla Clint Eastwood. Non fosse un grande regista, non riuscirebbe a mettere in piedi un thriller senza una sola pistola che spara, senza macchine che si cappottano, senza inseguimenti in mezzo al mercato di Teheran, ma capace di mettere addosso più tensione di qualsiasi 007.

Si può ridere vedendo un thriller che parla di crisi internazionali, sequestri, tortura, morte? Si. può. Perché nella vita vera a volte riesci a ridere anche nelle situazioni peggiori, e le cose non sono mai solo bianche o solo nere (scusate la banalità), e questo è un film che parla di una storia vera… no?

Comunque: il migliore film con agenti segreti visto quest’anno. Scusa, James.