Assassin’s Creed Valhalla: L’ira dei druidi è un’esperienza

di Redazione Smemoranda

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È incredibile anche solo pensare che non ne abbiamo ancora abbastanza di Assassin’s Creed. Voglio dire, è una saga che è sul mercato da 14 anni, e che ci ha portato in giro per il mondo praticamente ovunque ormai. Eppure, continua a essere nei pensieri dei gamer di mezzo mondo, e ogni nuovo episodio viene accolto con affetto. Prendiamo questa prima espansione di Assassin’s Creed Valhalla. Cioè, Valhalla durava qualcosa come cento ore di gioco, era un mondo gigantesco (e anche abbastanza incasinato): avevamo bisogno di un altro 15, 20 ore in quel mondo? No, non ne avevamo bisogno, ma siamo contenti lo stesso.

Assassin’s Creed si sposta in Irlanda

Il titolo è Assassin’s Creed Valhalla: L’ira dei druidi. E come si può capire dal titolo, l’ambientazione si sposta in Irlanda. Cioè là dove il protagonista Eivor viene chiamato da un re irlandese, per aiutarlo a risolvere diciamo una serie di intrighi di corte. Risolvere in questo caso è un eufemismo per dire che la gente si ammazza con una certa facilità. Se vi sembra cruento, ricordatevi che è Assassin’s Creed, mica Winnie Pooh Orsetto Goloso.

Un mondo da esplorare

Il bello di questo L’ira dei druidi, come del resto di tutti gli ultimi Assassin’s Creed, è che è un’esperienza. L’Irlanda è un luogo meraviglioso da esplorare e Assassin’s Creed è uno di quei giochi che sono riusciti a farci respirare un po’ lungo tutto il periodo del lockdown, proprio grazie alla sua capacità immersiva. Si tratta sempre di un surrogsto, per carità, ma esteticamente è una grande soddisfazione, anche perché il mondo virtuale, proprio in quanto virtuale, è sempre perfetto: che si tratti di scalare il fianco di una montagna sotto la luna pallida, di guadare l’acqua della palude da cui si alza la nebbia, o di correre attraverso le pianure sotto il sole del pomeriggio, il mondo di gioco rimane sempre stupendo. E tutto quanto è popolato di piante, uomini, animali. Insomma, è un universo brulicante di vita.

Assassin’s Creed L’ira dei Druidi non è diverso dagli ultimi Assassin’s Creed. Eppure riesce ancora a divertire e a farci provare un certo senso di meraviglia. Quindi, continuiamo a volergli bene.