Avengers: Age of Ultron

di Michele R. Serra

Recensioni
Avengers: Age of Ultron

C’è Iron Man con un’armatura gigante che combatte contro Hulk. Ci sono Capitan America e Thor che fanno le combo, tipo una martellata sullo scudo di Capitan America che provoca un’onda d’urto che stende tutti i nemici. Ci sono tutti quanti insieme che combattono contro un esercito di robot cattivi che arriva a ondate come nei videogame degli anni Ottanta (o in quelli più recenti tipo Dinasty Warriors). Ci sono ovviamente un sacco di palazzi che crollano, di quelli alti.
Però poi c’è anche una specie di storia d’amore: se una delle protagoniste del film è Scarlett Johansson, vuoi che qualcuno non si innamori di lei? In questo caso è Hulk, però, quindi le cose non sono semplici tipo “ti invito fuori a cena” o roba del genere.

Comunque c’è indubbiamente tanta roba, dentro Avengers: Age of Ultron, il secondo, il fuoco d’artificio finale che viene dopo gli altri film, quelli dei supereroi singoli. Come il finale di stagione di una grande serie televisiva – che però fanno al cinema invece che alla tv – ha scritto qualcuno. In realtà il tipo di serialità che la Marvel ha portato al cinema è proprio quella dei suoi fumetti: un grande incrocio che tira i fili di tante storie. Per costruirlo non bisogna dimenticare nessun particolare, perché lo scopo è quello di creare un universo che vada oltre lo spazio di un singolo film. Non è poco, sinceramente. E funziona.

C’è anche un cattivo che sembra degno di questo nome in questo film. Sembra, eh. Perché alla fine non sembra mai davvero in grado di impensierire i potenti Vendicatori, ma magari questa è un’impressione che ho avuto solo io, che faccio parte di quella categoria di spettatori dei film Marvel che ha accumulato dietro le spalle decenni di letture, di fascinazione infantile, di amore nei confronti di questi personaggi. Però il bello di un film come questo Avengers: Age of Ultron, girato dal regista del primo film Joss Whedon, è che non c’è bisogno di far parte della mia categoria – quella dei, diciamo, forti estimatori del genere – per godersi queste due ore e mezzo di cinema.

Una grande paura ci ha accompagnato al cinema a vedere questo nuovo Avengers. La paura che ormai stessimo raggiungendo l’assuefazione completa. Che il senso di meraviglia nel vedere finalmente al cinema le cose che speravamo di vedere da piccoli, e vederle davvero fatte bene, vive, ecco… che quel senso di meraviglia si spegnesse un po’, con l’abitudine. Dunque?

Sì, Avengers: Age of Ultron sembra seguire uno schema già visto, non ci fa spalancare la bocca per la sorpresa. Però. Però è grosso, rumoroso, divertente. E questo è già molto. Inizieremo ad annoiarci la prossima volta. O forse quella dopo.