Avincola: “Le polemiche? Non mi preoccupano”

di Irma Ciccarelli

Le Smemo Interviste
Avincola: “Le polemiche? Non mi preoccupano”

Una valigia sotto il letto. Hai mai pensato di essere un turista?

È la domanda che Avincola, cantautore della scena romana, pone riferendosi al suo ultimo album dal titolo “Turisti”, disponibile dal 26 febbraio, che contiene anche il singolo sanremese “GOAL!”.

Infatti, Avincola è uno degli artisti che fanno parte delle Nuove Proposte di questa 71esima edizione.

Un disco, Sanremo 2021, insomma, i mesi avvenire si prospettano pieni di emozioni e impegni per il cantautore vincitore di numerosi riconoscimenti, come il Premio Stefano Rosso, Premio Botteghe d’Autore, Premio PIVI Siae (2013) e il Premio MEI Cinema (2013).

Un percorso fatto di incontri e confronti artistici importanti, come quelli con Riccardo Sinigallia, Freak Antoni (Skiantos), Paolo Giovenchi e Fiorello.

Ci racconta tutto nel dettaglio lo stesso Avincola nella nostra intervista per gli amici di Smemoranda!

Avincola: la nostra intervista!

Il 26 febbraio uscirà il tuo nuovo album dal titolo “TURISTI” ed è composto da 11 brani. Ci racconti cosa ha concretizzato l’idea? Cosa ti ha spinto ad investire in questo disco?

“Turisti” nasce con molta naturalezza. Mi piace immaginare che abbia cominciato a prendere vita nel momento in cui le canzoni hanno iniziato a conoscersi e a dialogare tra loro.

É proprio quando è avvenuto questo contatto che ho capito che quest’album poteva prendere il nome di “Turisti”, perché lo siamo tutti. Viaggiamo e mescoliamo la nostra vita con quella degli altri

Non è il tuo primo progetto artistico, come sappiamo, e arriva dopo un periodo di ricerca. Cosa ti sei lasciato alle spalle e cosa hai imparato di nuovo? Riferendomi anche ad abitudini compositive.

Alle spalle mi sono lasciato tanta sperimentazione che voglio continuare ad alimentare.

Le mie abitudini compositive sono cambiate in parte: continuo a comporre solo quando mi viene un’idea, ma lo faccio utilizzando strumenti digitali.

Molte parole delle canzoni le ho addirittura registrate non appena mi venivano in mente, trascrivendo i testi successivamente.

Con gli occhi di un critico musicale, se dovessi scrivere un articolo su te stesso, come ti descriveresti?

Mettermi nei panni di un critico musicale mi viene piuttosto difficile da immaginare.

Forse, però, mi descriverei come un cantautore sincero, diretto, che senza fare troppi giri di parole vuole arrivare dritto al centro delle emozioni e dei sentimenti.

E poi c’è “Goal!”, brano scelto per salire sul palco di Sanremo. Perché? Cos’ha di diverso, sia a livello di messaggio che musicale, rispetto ad altri?

Mi sembrava la canzone più giusta da proporre al Festival perché parla di rivincita e lo fa con estremo ottimismo.

Credo che oggi più che mai, considerata la situazione difficile che stiamo vivendo, abbiamo bisogno di credere che le cose possano andare per il verso giusto.

Quella malinconia velata che fa parte di “Goal!” viene scacciata via come se fosse un pallone da tirare il più lontano possibile.

Perché Sanremo? Ci sono sempre tante polemiche legate a questo Festival. Inoltre, ci sono moltissime altre occasioni per far conoscere la propria musica.

Per me, Sanremo rappresenta un’opportunità e uno degli obiettivi più belli che abbia raggiunto. Le polemiche ci saranno sempre, non mi preoccupano.

Io credo che quest’anno vada tutelato moltissimo il Festival, affinché possa essere di buon auspicio per una riapertura dei teatri e dei concerti.

Che rapporto, se si è creato, con gli arti artisti delle Nuove proposte?

Un rapporto bellissimo e sincero. La cosa più bella di questa esperienza è proprio questo: confrontarsi e confondersi con altri artisti. E poi giocare e prendersi in giro.

Abbiamo un gruppo whatsapp che si chiama “I tamponati” e con questo ho detto tutto!

Che tipo di studente eri alle Superiori?

Pessimo! A scuola non ci andavo e se ci andavo, andavo malissimo.  Il ricordo più bello delle superiori infatti non è legato a una materia studiata, bensì all’occupazione.

Una volta una professoressa ha chiesto a tutti di scrivere una poesia, quando gliel’ho fatta leggere non ha creduto che fossi stato io.

Addirittura mi ha messo una nota sul registro pensando l’avessi copiata da qualche parte. Forse, grazie a questo episodio ho cominciato a scrivere canzoni: per dimostrare che qualcosa, in fondo, la sapevo fare.

Hai un ricordo legato all’agenda Smemoranda?

Certo! La Smemoranda è storica! Ma non la utilizzavo per scriverci i compiti da fare: preferivo attaccarci le figurine dei calciatori e provare a imitare la firma dei miei genitori per falsificare il libretto delle giustificazioni…

Quale frase di una tua canzone ti piacerebbe vedere sull’agenda Smemoranda?

“Io mi spremo come un limone ma il succo della questione qual è?” . Da “LIMONE” dell’album “Turisti”.

Cosa ti auguri?

Mi auguro di emozionarmi sempre quando finisco di scrivere una canzone e di emozionare sempre quando qualcuno ascolta.