Baby: una serie difficile da digerire

di Valerio Fiormonte

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Era il 2013 quando uno scandalo estremamente deprimente colpì la Capitale; venne fuori l’esistenza di una rete tra malavita e Roma bene in merito alla prostituzione minorile: le cosiddette “baby squillo”. Protagoniste della vicenda due ragazze, Lalla e Jenny, del quartiere Parioli (per chi non lo sapesse, uno dei quartieri più ricchi della capitale). Perché lo facevano? “Perché sono soldi facili”. A questa vicenda si ispira una serie TV molto popolare, uscita su Netflix nel 2018: Baby.

Baby-Serie-Netflix

Anche qui, come nella realtà, le protagoniste sono due ragazze dei Parioli, Chiara (Benedetta Porcaroli) e Ludovica (Alice Pagani).
Chiara è ricca, gode di una buona reputazione, è brava a scuola e ha due migliori amici: Fabio, il figlio del preside (Brando Pacitto) e Camilla (Chabeli Sastre Gonzalez); Ludovica è la classica anticonformista, non ha amici ed è vista molto male a scuola, dove tra l’altro non va bene. Entrambe frequentano il fittizio liceo Collodi, prestigioso, privato e, ovviamente, stra-costoso.

Si incontrano quindi a scuola e fanno amicizia, stringendo subito un legame molto più forte e sincero. Sarà proprio questo legame a dare ad entrambe il via per iniziare una doppia vita, nel momento in cui si faranno sempre più pesanti problemi economici e sociali, delusioni amorose e ribellione contro i genitori. Il tutto, un po’ come nella storia vera, inizia in un locale facoltoso della zona, dove il proprietario le introduce ai clienti.

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Ma Baby non è solo prostituzione minorile, anche se è ovviamente quello il tema centrale. È una denuncia alle situazioni di silenzio che si vivono nella Roma facoltosa, dove le due baby squillo reali erano probabilmente la punta di un iceberg molto più grande e complicato. È inoltre una chiara rappresentazione delle difficoltà adolescenziali: da un lato portate all’estremo (purtroppo spesso realista) con le due ragazze e con i ricatti di video pornografici girati di nascosto, dall’altro dipinte con molto realismo (come quando devi affrontare il tuo orientamento sessuale in un contesto dove sai che verrai bersagliato). Non manca il mondo più “umano” di bugie e segreti che circolano nei corridoi del liceo, le amicizie che si perdono per niente e che si costruiscono con rapidità, gli amori inconfessabili e le crisi di studio.

Chiara e Ludovica, come Lalla e Jenny, sono due ragazze che giocano pericolosamente, ma che paradossalmente crollano per situazioni comuni e normalissime per la loro età: litigi con il fidanzato, brutti voti a scuola, amicizie che tradiscono. Dietro il mondo oscuro che hanno deciso di affrontare e integrare alla loro vita, c’è il mondo semplice e quotidiano che non hanno avuto il coraggio di vivere, e che quando si presenta le tormenta con i sensi di colpa.

Insomma, Baby non è una serie facile. Non è una serie che va presa alla leggera, come fosse finzione, perché purtroppo a Roma si è dimostrata, ancora oggi con tanti segreti, una tremenda realtà.