Baffi

di Gemma Mascolo

Storie di Smemo
Baffi

Baffo [bàf-fo], s.m.: Parte della barba che l’uomo lascia crescere in varia misura e forma sul labbro superiore: ha un paio di splendidi baffi; tagliarsi, radersi, farsi crescere i baffi; spuntarsi, arricciarsi i baffi 
Il baffo finisce in o, quindi è maschio. Forse anche per questo un noto autorevole dizionario italiano non prevede neanche la possibilità che il baffo possa essere attribuibile alla donna.




Sindrome da righello. 


Scientificamente il baffo è ancora definito “un carattere sessuale secondario maschile” insieme alla crescita del pene, dei testicoli e della prostata e contro i caratteri sessuali secondari femminili: la crescita dei peli sul pube, la crescita del seno, l’inizio delle mestruazioni e la ceretta. Ai mondiali di Barbe e Baffi ci sono circa 10 sottocategorie di baffi, neanche una con un taglio vagamente femminile da donna moderna (un po’ forse la categoria Baffi Taylor: “una sottile fila di peli poco scuri lungo il labbro superiore. Anche conosciuti come Lilibrow”). 

”Nel nord America e in Inghilterra, molti gruppi di uomini partecipano a gare di crescita dei baffi…”. Solita sindrome da righello (anche questa rende proprio-diversi maschi da femmine).


Donna baffuta… mai piaciuta.


La donna con i baffi viene giudicata una persona squilibrata ormonalmente o una meridionale incallita. 

Il baffo dunque, ostentato dall’uomo e tornato di gran moda per lui, è ora, forse più di prima, vergognoso per la donna che si reputi tale. Oggi il baffo femminile non è più concesso neanche alla femminista più incallita che un tempo lo abbinava al pelo ascellare, neanche oggi come oggi che è tornato di moda il jeans a zampa. 
La donna, emancipandosi, ha dovuto rinunciare al suo baffo.

Oggi l’uomo crede addirittura che la donna nasca senza baffi: siamo difronte a un raro caso di involuzione culturale.

 Pochi gli esempi di icone baffone che hanno tenuto alto l’onore del baffo da donna: Frida Kahlo, Patty Smith, la Monalisa di Duchamp e la Donna Scimmia di Ferreri.

 Fortunatamente la donna perdendo l’importante diritto di baffo non ha dovuto però rinunciare alle opportunità che esso concedeva e può ancora permettersi di:
 – ridere sotto i baffi (con malizia, con compiacenza, di nascosto) 
- leccarsi i baffi (mostrarsi soddisfatto di una cosa che fa piacere) i suoi. Leccare i baffi di un uomo ha socialmente un altro significato 
- farsene un baffo (non farsene nulla).

Liberté, egalité e… mustache. 

Donna e uomo saranno proprio-uguali quando capiranno che, ieri come oggi: “lei aveva qualcosa che un sacco di uomini vogliono: un paio di baffi.” (Milton Berle)