Smemopedia del fumetto: Batman

di Michele R. Serra

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Smemopedia del fumetto: Batman

Viene da chiedersi quanti Batman conosciamo. Nel senso, ok, lui è sempre Bruce Wayne, si trasforma sempre scendendo nella batcaverna, guida sempre una batmobile ipertecnologica, eccetera eccetera. Ma allo stesso tempo abbiamo visto sfilare decine di Batman diversi sotto i nostri occhi, nei tre quarti di secolo passati da quando Bob Kane e Bill Finger inventarono il personaggio per la rivista Detective Comics dell’omonima casa editrice, fondata al solo scopo di lanciare quell’antologia di fumetti prima soprattutto pulp, e poi decisamente supereroica. E allora forse è meglio andare con ordine, dall’inizio.

Bob Kane e il furto di Batman

Furono effettivamente lo sceneggiatore Bill Finger e il disegnatore Bob Kane a creare Batman, ma fino a tempi recentissimi solo il nome del secondo appariva sui fumetti dell’uomo pipistrello. Perché? Bè, perché fondamentalmente Bob Kane si appropriò del personaggio con il beneplacito dell’editore DC Comics. In pratica, andò così: negli anni Quaranta sia Batman che Superman avevano avuto un incredibile successo, ma questo successo non serviva a molto ai loro autori, che avevano svenduto tutti i diritti di sfruttamento alla DC. Quindi i creatori di Superman, Jerry Siegel e Joe Shuster, cercarono di fare fronte comune con Bill Finger di Batman per fare causa alla DC insieme, ma Bob Kane fece una bella spiata all’editore, impedendo di fatto agli altri autori qualsiasi possibilità di azione. In cambio, ottenne dalla DC Comics la revisione del suo contratto. Così, per i 70 anni successivi e fino alla sua morte, solo lui, Bob Kane, sarebbe stato accreditato dell’invenzione di Batman. Un comportamento degno di un supercriminale? Forse. Ma nella vita reale si sa che i cattivi vincono più spesso dei buoni.

Farina del sacco dello sceneggiatore Bill Finger fu l’invenzione del Joker, di Robin e di molti altri personaggi rimasti nella storia della cultura popolare dell’ultimo secolo. Ma il vero colpo di genio di Finger fu l’idea delle origini di Batman. Era raro infatti vedere supereroi con delle vere motivazioni per le loro azioni: la maggior parte erano semplicemente buoni cittadini americani che condividevano una passione per la gustizia, o se preferite una lettura un po’ più polemica, per la legge e l’ordine. Batman invece non solo era mosso principalmente da un sentimento che non può essere chiamato in altro modo che vendetta, ma la sua storia era talmente tragica da renderlo un perdente in partenza: era diventato il più grande atleta, esperto di arti marziali, il più abile detective del mondo; avrebbe potuto assicurare alla giustizia ogni singolo criminale della città di Gotham, portandolo in cella con le sue stesse mani. Ma niente gli avrebbe mai ridato mamma e papà.

Uno, nessuno e centomila Batman

Batman l’oscurità ce l’ha nell’animo, non solo sul costume. E forse per questo è l’unico supereroe senza superpoteri. Non ne ha bisogno, perché un uomo mosso dallo spirito della vendetta è sufficiente.

Ma torniamo alla domanda iniziale: quanti Batman abbiamo conosciuto?

Qual è il Batman vero? Quello superpop degli anni Sessanta, incarnato in televisione dalla prominente panza dell’attore statunitense Adam West e nei fumetti dal tratto pulito e cartoonesco del grande disegnatore italo-americano Carmine Infantino? O il Batman vero è forse quello psichedelico degli anni Settanta, che in un numero del suo fumetto incontra addirittura i Beatles? O ancora, il Batman vero forse è quello venuto dopo gli anni Ottanta, quando prima Frank Miller nei fumetti e poi Cristopher Nolan sullo schermo l’hanno fatto diventare sempre più tormentato, paranoico, e pure un po’ fascista. O magari il Batman vero è quello degli anni Trenta, l’anello perfetto di congiunzione tra la pulp fiction della letteratura popolare americana di quei tempi, fatta di detective che si prendevano a pugni con poco di buono di ogni genere, e il mito che sarebbe venuto dopo, cioè quello dei supereroi. Insomma, ok, non sappiamo quale sia il Batman vero. Ma vogliamo conoscere il prossimo (che, lo sappiamo, sarà Robert Pattinson… ma questa è un’altra storia).