Bayonetta

di Michele R. Serra

Recensioni
Bayonetta

Questa sì che è una donna. Digitale. Magra magra, a parte la notevole – inspiegabile, visto il resto – prominenza posteriore, vestita dei suoi lunghi capelli che a volte prendono vita (proprio così), superaccessoriata con armi letali… Per farla breve, Bayonetta è una protagonista semplicemente assurda. Assurda. Non parliamo poi della storia, per la quale l’aggettivo non basta neppure: sappiate che c’è in ballo una guerra fra le forze dell’ombra e della luce.

Le cose importanti, in fondo, sono altre. Tipo: il gioco è un godimento. Farà felici tutti gli orfani di Assassin’s Creed, visto che dello stesso genere si tratta – avventura e omicidi in terza persona – anche se lo svolgimento è diverso. Grafica spettacolare, ma soprattutto un sistema di controllo perfetto: fluido, intuitivo, se-puoi-pensarlo-puoi-farlo. Violenza tanta, e pure terribilmente creativa: lo sbarramento ai diciotto era prevedibile.

Alla fine, viene fuori che molti degli sviluppatori e soprattutto il game designer (Hideki Kamiya) sono gli stessi della serie di Devil May Cry. Non è sorprendente, questo avrebbe potuto tranquillamente essere un nuovo capitolo della saga di Dante. O meglio, la versione riveduta e corretta, 2.0 se preferite.
Un capolavoro adulto, in stile 100% giapponese. Il primo botto del 2010.

Bayonetta
Platinum Games – Sega
PS3, Xbox 360

Sito ufficiale