Bella storia: L’antico Egitto

di Andrea Midena

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Fra tutte le civiltà del mondo antico una di quelle che spacca di più è sicuramente quella dell’Egitto dei faraoni. Ci sono un botto di testimonianze strafighe: piramidi, statue, templi, mummie, sarcofagi, papiri, dipinti e oggetti di ogni tipo. La civiltà egizia è durata millenni (dal 3300 al 500-300 a.C.) e la sua storia viene suddivisa in tre fasi principali: antico regno, medio regno e nuovo regno. In mezzo a queste fasi principali ce ne sono altre intermedie dove al potere forte del faraone si alternano conflitti interni e frammentazioni politiche.

Foto di Riccardo Bresciani da Pexels

IL NILO E L’AGRICOLTURA

La civiltà egizia nasce lungo le sponde del fiume Nilo. Oggi se dico fiume, vi viene in mente la grigliata con gli amici ma a quei tempi, raga, fiume voleva dire vita e progresso. Poi stiamo parlando del Nilo, un fiume che, oltre ad essere un’ottima via di trasporto e comunicazione ogni anno, con le sue inondazioni, lasciava sul terreno il “limo”, un fango nero che serviva da fertilizzante. È per questo che nella zona si coltivava da paura. L’agricoltura era per gli egizi e le egizie la base della loro economia, coltivavano grano e orzo con cui facevano pure la birra. Sì, raga, in Egitto andava di brutto la birra! Questi figaccioni sono anche stati i primi ad allevare le api per ricavarne miele e cera. Vi sembra poco? Vi siete mai avvicinati per sbaglio a un alveare? Io sì e non ve lo racconto.

LA PIRAMIDE SOCIALE

La società egizia era organizzata in caste: il faraone comandava su tutti, era considerato re-dio e se non eri d’accordo con lui ti facevano sparire. I nobili e i sacerdoti erano nominati dal faraone, mangiavano a sbafo e si occupavano di templi e religione.

Gli scribi se la tiravano di brutto perché sapevano leggere e scrivere e non avevano tutti i torti (a tirarsela) perché allora la cultura non era una cosa di poco conto. A dire la verità anche oggi essere colti e preparati fa una certa differenza … lo dico così, per dire, nel caso che qualcuno di voi abbia il dubbio se proseguire gli studi all’università o meno.

Anche i soldati, gli artigiani e i mercanti avevano il loro posticino mica da ridere nella società egizia ma quelli che si facevano il mazzo più di tutti erano i contadini. Guarda caso i contadini erano la maggioranza e quando non lavoravano i campi andavano in vacanza? Magari in crociera all-inclusive sul Nilo? Sì, Sto caxxx! Venivano, invece, impiegati per la costruzione di dighe, canali e piramidi.

Ma a passarsela peggio erano sicuramente gli schiavi, degli scappati di casa che erano stati catturati in una delle tante guerre dell’epoca.

LA RELIGIONE

La religione aveva un ruolo importantissimo, l’antico Egitto era uno Stato teocratico e gli dèi esercitavano il potere attraverso il faraone. Gli dèi in cui credevano gli egizi erano molti e si ispiravano tutti ad animali: il dio coccodrillo, il dio sciacallo, il dio gatto, ecc.

Ai tempi era molto vivo il culto dell’oltretomba (“vivo” e “oltretomba” in effetti fanno un po’ a pugni ma mi è venuto così):

Gli Egizi credevano che se riuscivano a conservare i corpi delle persone dopo la morte la loro forza vitale, il KA, sarebbe sopravvissuta. Per questo i corpi dei morti venivano imbalsamati e trasformati in mummie. Le mummie erano conservate in sarcofagi, a loro volta collocati nelle tombe o nelle piramidi. Le tombe erano arredate con oggetti che potevano servire al defunto nella vita quotidiana nell’oltretomba. Naturalmente stiamo parlando di un trattamento riservato a defunti di un certo livello perché per i poracci … ciccia.

LA SCRITTURA

 Per gli Egizi la scrittura era un dono divino quindi, come già abbiamo detto, gli scribi se la sciallavano. Per le iscrizioni su tombe e monumenti usavano i geroglifici, un sistema complesso di simboli molto complicati che raffiguravano oggetti, idee e suoni. Per la vita di tutti i giorni, invece, visto che i geroglifici erano troppo una sbatta usavano una scrittura più semplice tracciata con pennelli su fogli di papiro.

Al prossimo giro parleremo di come egizi ed egizie vivevano, di come conoscevano la medicina, la matematica, la geometria e l’astronomia. Ma non voglio spoilerare.

Concludo con una considerazione amara: rileggendo il pezzo mi sono soffermato sulla frase più sopra dove dico che se non la pensavi come il faraone ti facevano sparire… se penso a Patrick Zaki mi viene da dire che in Egitto, dopo tanti millenni, le cose purtroppo non sono cambiate di molto.