Bella storia: le più antiche civiltà del vicino oriente

di Andrea Midena

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Le prime grandi civiltà dell’area del Mediterraneo nascono in Mesopotamia, una regione del Vicino Oriente bagnata dal Tigri e l’Eufrate. Perché le chiamiamo civiltà? Perché sono le prime donne e i primi uomini ad averci lasciato testimonianze scritte. Tutto quello che sappiamo oggi su di loro è grazie agli sbatti degli archeologi che hanno riportato alla luce un botto di cose: grandi città, le loro fortificazioni, palazzi, templi a piramide (ziggurat), forni, magazzini e discoteche … sto scherzando! Di magazzini non ne hanno trovati… sto scherzando ancora! Ma ce la fate?!

Gli archeologi hanno trovato anche un botto di documenti scritti su tavolette d’argilla che, in pratica, erano come i nostri tablet ma senza touch screen.

Uruk, la prima città

Il più antico centro abitato a diventare città è Uruk (da cui arriva il nome Iraq?) e siamo nel 4000 a.C. (dai, non è difficile da ricordare, fosse stato un anno tipo 3879 vi capirei ma 4000 lo ricorda anche un babbo). Uruk è la culla della prima civiltà mesopotamica: i Sumeri. Tra il 3500 e 2500 a.C. si aggiungono molte altre città, tra cui Ur, kish, Lagash e Mari. Ancora più tardi nascono altre città anche in Siria, la più importante è sicuramente Ebla.

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I Sumeri

I Sumeri spaccano, tanto che sono stati i primi a inventare la scrittura; gli studiosi hanno chiamato questo sistema di scrittura cuneiforme per i suoi caratteri a forma di cuneo (non nel senso della città piemontese ma nel senso del cuneo). I Sumeri si sono inventati anche la città-Stato: ogni città aveva un re, era indipendente dalle altre e, in pratica coincideva con uno Stato. Come se oggi Roma fosse uno Stato, Milano fosse uno Stato, Napoli fosse uno Stato … sì, insomma, ci siamo capiti. Certo, poi succedeva che una città diventava più potente delle altre e voleva essere lei a comandare in Mesopotamia. Il Re di Lagash, Ennatum, è il primo di cui conosciamo il nome che ha fatto a merda tutte le altre città sumere e ha regnato fino al 2425 a.C.

L’impero accade

Diciamo subito che “accade” non è un verbo, non è sinonimo di “succede” ma è un aggettivo riferito al popolo degli Accadi, chiamati così perché abitanti di Akkad. chiarito questo, l’egemonia sumera dura un secoletto, infatti, intorno al 2300 a.C., arriva Sargon detto “il Grande”, re di Akkad che distrugge e sottomette tutte le città sumere e siriane creando quello che si considera il primo impero nella storia della Mesopotamia. Dobbiamo ricordare cosa significa impero? Sì, dai: per Impero si intende l’unione, sotto l’unico potere di un sovrano, di regioni e di popoli diversi e lontani tra di loro.

Il periodo neosumero e l’eredità sumera

Come prima o poi capita a tutti Sargon, un bel giorno, schiatta. Dopo un secolo dalla sua morte i sumeri rialzano la cresta e si riprendono l’indipendenza dando inizio al cosiddetto periodo neosumero, dove tornano a sciallarsela alla grande. Questo fino a quando non si impone la città di Ur che li sotterra definitivamente alla fine del III millennio a.C. La civiltà sumera se ne va a male ma molti suoi aspetti restano patrimonio dei popoli mesopotamici a seguire, come la scrittura cuneiforme e le divinità. Quindi, fratello sumero, ti rispetto.

Hammurabi di Babilonia

Durante il millennio successivo, tra il 2000 e il 1000 a.C., altri popoli costruiscono grandi regni nel Vicino Oriente, tra cui gli Amorrei e gli Ittiti. Varie dinastie amorree prendono il potere in numerose città mesopotamiche e siriane ma il più figo di tutti è sicuramente Hammurabi, re di Babilonia che è un vero king: regna nella prima metà del II millennio a.C. (dal 1792 al 1750 a.C.) conquistando un botto di città e formando l’impero babilonese. La festa però dura poco, infatti l’impero si sfascia già sotto il suo successore lasciando una Mesopotamia divisa e frammentata in regni e città-Stato che si scavallano a vicenda. Malgrado ciò tutti hanno la stessa lingua (sempre l’accade), la stessa scrittura cuneiforme, gli stessi dei e il codice di leggi stabilito da Hammurabi resta valido per altri mille anni … un botto di tempo!

L’impero ittita

Quando una civiltà se ne va ne arriva sempre un’altra: tra il 1700 e il 1600 a.C. si forma il potente impero ittita. Gli Ittiti erano un popolo originario dell’Anatolia che non si può dire proprio pacifista: intorno al 1600 a.C. conquistano la Siria, distruggono Ebla e saccheggiano Babilonia. Nel 1350 a.C. l’impero ittita è ormai una superpotenza che si trova inevitabilmente a prendersi a craniate in Siria (terra di confine) con l’altro gigante del tempo, l’Egitto. La battaglia decisiva è quella Qadesh del 1275 a.C. dove ittiti ed egizi si scontrano con la nuova arma leggera dell’epoca, il carro leggero da guerra trainato da cavalli. Entrambi dicono di aver vinto, il VAR non esiste ancora, quindi si accordano su un pareggio e pochi anni dopo siglano il primo trattato di pace della Storia … o almeno il primo di cui abbiamo il testo.

L’invasione dei “Popoli del Mare”

E tutti vissero felici e contenti? Sì, ciao. Da che mondo è mondo le sciagure arrivano sempre gratis: verso il 1180 a.C. una terribile invasione di guerrieri (definiti dagli studiosi “Popoli del Mare”) assalgono l’impero ittita e lo asfaltano. E non solo, pure l’impero egizio viene travolto, come anche le città siriane. In tutti quei territori inizia un’epoca di gravissima crisi. Tutto questo susseguirsi di prepotenze e aggressioni di persone verso altre dimostra che il bullismo ha radici molto, molto lontane.