Biancaneve e il Cacciatore

di Michele R. Serra

Recensioni
Biancaneve e il Cacciatore

Iniziamo dai nani: non sono quelli che cantan felici “andiamo a lavorar”. Niente canzoncine: in compenso sono bravi a tagliare gole, una gang di balordi che vive nella foresta. Ecco, giusto il primo di tanti elementi per mettere in chiaro che Biancaneve e il cacciatore, a.k.a. Biancaneve vista dal regista inglese Rupert Sanders è nera, cattiva e violenta. E se ci pensiamo un attimo, è in fondo molto più aderente all’oscurità della favola originale dei Fratelli Grimm, che a leggerla era assai meno innocua dell’edulcorato adattamento disneyano. Insomma, qui il sottotitolo è: quando il gioco si fa duro, arriva Biancaneve.

Continuiamo con la matrigna cattiva (che qui si chiama Regina Ravenna): è Charlize Theron (perfetta nel ruolo), tanto ossessionata dall’idea di invecchiare e perdere la sua bellezza da succhiare letteralmente l’anima della giovani donne nel tentativo di vivere per sempre.

Finiamo con Biancaneve, l’unica predestinata al trono. Kristen Stewart sicuramente non è altrettanto perfetta, ma è una scelta interessante: lei così legata ai vampiri di Twilight, quindi a un immaginario dark ma molto moderno che in fondo è lo stesso che ritroviamo dentro Biancaneve e il cacciatore. Però pompato all’ennesima potenza: puro fantasy contemporaneo, destinato – è una previsione facile – a rimanere scolpito nella mente del pubblico under venti.

Devo ammettere che ho cercato di resistere allo spettacolo tamarro messo in piedi da Biancaneve e il cacciatore, un film sempre sopra le righe che sposa la rischiosa passione per il gotico moderno. Vero che a volte gli effetti digitali non sono 100% all’altezza. Eppure è davvero difficile non divertirsi di fronte alle grandi battaglie medievali, alle catapulte, alla magia. E poi è irresistibile l’idea di espandere la fiaba originale cercando di spiegare tutto quello che era rimasto fuori: tipo, perché i nani se ne stanno nella foresta da soli? Perché il cacciatore fa quello che fa? Eccetera, eccetera.

Biancaneve e il cacciatore mantiene la promessa: rinnovare una storia che tutti conosciamo, portarla davvero al 2012. E anche se magari il racconto procede in un modo spesso prevedibile, in questo caso il bello è godersi il viaggio.