Big Whales, Bubble Blower

di L'Alligatore

Recensioni
Big Whales, Bubble Blower

Bolle di sapone, magiche, leggere, che salgono, come i dieci pezzi che compongono l’esordio di questo scanzonato trio di Teramo. I Big Whales, rocker di provincia divertiti/divertenti, sono riusciti a creare un disco che ti piace mettere sul piatto spesso, senza mai stancare. Il segreto sembra essere la semplicità: chitarre/basso/batteria, una voce originale, ritornelli azzeccati. È solo rock, ma mi piace.

Mi piace il brano di apertura, “Broken Mirror”, affascinante nel suo progredire tra la chitarra e una voce in falsetto, mi piace “As a Whirl”, rock dilatato/dilatante con accattivante ritornello che resta, mi piace la title-track con rimandi al grunge, ancora la chitarra molto pressante, il salire colorato, (sì, viene in mente una bolla di sapone). Mi piace molto “To Hide”, onirica, fuori dal tempo e dallo spazio, dimostra che si può essere ancora molto psichedelici, come del resto il pezzo messo in chiusura, “Last Time”, soffice ballata con la chitarra mai così acida.

Un esordio che fa ben sperare, i Big Whales si muovono sicuri nel grande mare della scena indipendente. Hanno saputo scegliere le canzoni giuste per uscire con il primo disco, elaborando alcuni provini in assoluta autarchia. Hanno già pronti i pezzi per un nuovo album, credo non ci metteranno molto ad elaborarlo. Attendo volentieri, e intanto mi lascio deliziare da “Bubble Blower”, disco che sale, canzone dopo canzone…