Birdman

di Michele R. Serra

Recensioni
Birdman

Vi capita mai di sentire delle voci nella testa? Probabilmente no, ed è un bene. Al protagonista di Birdman invece capita. Abbastanza spesso, tra l’altro. Il protagonista è Michael Keaton. Cioè.

L’attore Michael Keaton, che nella realtà è famoso perché ha fatto Batman, interpreta un attore, Riggan Thomson, che nella finzione è famoso perché ha fatto Birdman. Questa è l’idea sulla quale il regista Alejandro Gonzalez Iñarritu ha costruito il suo quinto film. E se vi sembra una di quelle pippe metacinematografiche che fanno eccitare i critici e annoiare mortalmente tutti gli altri, bè, avete ragione solo a metà. Nel senso che Birdman è un film dove l’idea, il progetto – se volete, il cervello – viene prima delle emozioni, o del cuore. Ma che non per questo è noioso, non per questo è senz’anima.

Michael Keaton nel 1989 aveva interpretato Batman, ma oggi l’attore che viene riconosciuto come IL Batman ufficiale è Christian Bale, almeno fino a quando Ben Affleck non indosserà la maschera di Cavaliere oscuro nel prossimo film. In Birdman il vecchio attore Riggan Thomson è seguito, come un’ombra, dalla presenza del fantasma del suo personaggio, Birdman appunto, che gli parla con voce che – guarda caso – suona proprio come quella cavernosa di Christian Bale quando fa Batman. Ma scusate, sto cadendo nell’errore del critico: mi sto facendo abbagliare dagli specchietti del cinema-che-parla-di-cinema. Prometto di non farlo più.

Questa è la classica situazione in cui poche righe non bastano, per raccontare cos’è un film. Ci vorrebbero pagine rendere conto di un film che parla di cinema e teatro, di letteratura, di cosa è figo dal punto di vista culturale e perché, del rapporto tra gli artisti e quei parassiti schifosi (ehm…) dei critici, del successo, dei supereroi, dei social network, del sistema dei media, del mondo occidentale degli anni Dieci visto dal centro, cioè da Manhattan. Ecco. 

Per fortuna, in tutto questo, Birdman e il suo regista Alejandro Gonzalez Iñarritu non si dimenticano che in mezzo al marasma del mondo moderno ci sono uomini e donne. E c’è l’amore, tipo. Anche se non sappiamo bene di cosa parliamo, quando parliamo d’amore.

Tutte le cose profonde che dice Birdman, anche quelle più banali, le dice con la giusta ironia. Che in fondo è l’unica cosa che, se funziona, può salvarci da ogni pippa intellettuale/metalinguistica/artistica.