Blind: “Si può sbagliare strada, ma c’è sempre una seconda possibilità”

di Irma Ciccarelli

Le Smemo Interviste
Blind foto di Simone Tadiello

“Promettimi” è il tiolo del brano di Blind, Franco Rujan all’anagrafe, che vede la partecipazione di Gué Pequeno e Nicola Siciliano.

Blind ha 20 anni e ha già le idee chiare sul suo percorso artistico e su quello che vuole: riscattare il suo passato attraverso la sua musica.

Con questo spirito si è presentato all’edizione di X FACTOR 2020 nella categoria Under Uomini, dove ha colpito da subito giudici e pubblico.

Infatti su YouTube la clip della sua audition in cui ha presentato per la prima volta “Cuore Nero” ha superato le 3 milioni di visualizzazioni.

Arrivato in finale, Blind pubblica il suo primo EP, dal titolo “Cuore Nero” (Sony Music Italy), che contiene i brani eseguiti durante i live di X Factor 2020 e “Hola”, un inedito prodotto da Frankie Watch.

Intervista a Blind

“Promettimi” è il titolo del tuo nuovo singolo. Come è nato questo brano? Inoltre, vede la collaborazione di Guè Pequeno e Nicola Siciliano. Ci racconti come è nata?

Il brano è nato in pochissimo a dire la verità, è piaciuto subito a Guè e ha messo veramente una strofa da paura, rendendolo bello ruvido; anche con Nicola è stato un attimo, ci siamo ritrovati in studio, a lui è piaciuto tantissimo e in una giornata abbiamo chiuso il brano; è stato bellissimo lavorare con loro.

 Perché proprio loro? Cosa rappresentano, artisticamente, per te?

Guè è uno tra i miei artisti preferiti da sempre, Nicola invece è un artista giovane e molto talentuoso, ed essendo molto diversi tra loro, mi piaceva l’idea di creare qualcosa insieme unendo i due mondi.

Come ti descriveresti, oggi, se fossi tu a dover scrivere un articolo su di te?

Oggi sono felice, perché impegnato lavorativamente con quello che mi piace fare, e tutto questo non ha prezzo; sono un artista che deve dimostrare che il talent è stato solo un mezzo e non un fine e credo che il mio punto di forza sia proprio avere questa consapevolezza.

Tra le tue esperienze c’è anche un talent. Credi che possano essere un modo più diretto per il giovane pubblico di conoscere qualcosa in più sulla musica, grazie alle scelte della produzione/giudici/coach?

Ho sempre creduto che la musica potesse essere apprezzata anche dal pubblico di X Factor, in questo caso essendo la mia musica il racconto della mia vita. Grazie a tutti coloro che lavorano in un talent, ad Emma e allo staff che mi ha seguito passo passo, sono riuscito ad esprimermi al meglio.

C’è stato un momento in cui ti sei sentito sotto pressione a livello professionale? Come lo hai affrontato?

Si, molte volte, soprattutto tutte le prime volte di qualcosa, primo provino, primo live, etc, etc. Ho pensato sempre e solo all’obiettivo finale e il consiglio che voglio dare è quello di dare sempre il massimo e credere sempre nei propri sogni.

Da giovane artista, quali sono state le trappole in cui hai rischiato di cadere?

Le trappole sono ovunque e sempre, e prima o poi si cade, ma serve sempre qualche caduta per rialzarsi e andare avanti.

Di cosa, secondo te, ha paura la tua generazione?

Non credo che la mia generazione abbia paura di qualcosa, si tratta magari di incertezze date da questo momento, ma sono sicuro che noi giovani saremo in grado di affrontare le insidie del domani.

Parliamo di scuola. Qual è stato l’anno più bello e perché?

La prima media è stato l’anno più bello perchè ero in classe con tutti i miei amici più cari, poi sono stato bocciato e ci siamo divisi.

Cosa ti auguri?

Di dare sempre il massimo e di diventare un esempio per tanti ragazzi, a cui voglio dire di non mollare mai e credere sempre nei loro sogni: anche se si può sbagliare strada, quella giusta è sempre pronta a darci una seconda possibilità.

Blind foto di Simone Tadiello