Blue Willa Blue Willa

di L'Alligatore

Recensioni
Blue Willa – Blue Willa

Annata di sorprese, di rinnovamento e rimescolamento delle carte il 2013 per il rock sotterraneo più vivo e lontano dai compromessi. I Baby Blue, formazione toscana a noi ben presente, per magia si trasformano in Blue Willa, trovando energie e suggestioni nuove, consapevoli del percorso fatto, dei km macinati, dei due splendidi precedenti album. Un nuovo inizio, senza dimenticare chi sono e da dove vengono.

Registrato nella profonda campagna emiliana con Carla Bozulich, artista totale, che l’ha poi portato in India e a Parigi per il mixaggio, donando agli undici pezzi quel gusto acido, sopra il punk dal ritmo ipnotico del gruppo, è un disco pregnante: pezzi saltellanti di gioia rock citazionista come “Fishes” accanto a dilatate estatiche tirate psichedeliche come “Tambourine” (notare i giochi di voce), romantico pop-rock ancora acidulo come “Moquette” con la chitarra a seguire la voce di Serena Altavilla (che voce ragazzi!). E poi stile ed orgogliose rivendicazioni intime come “Cruel Chain”, con staffilare rock non da poco, “Good Glue”, dove la voce e il ritmo sono un unicum, “Spider”, finale emotivo dove tutto il disco trova il suo senso: voce (sì, ancora lei), ritmo, psichedelia, distorsioni e dilatazioni.

Chicca nella chicca “Ignore the noise in the amp (or How Blue Willa made an album with Carla Bozulich)”, video di circa trenta minuti girati dalla filmaker dal gusto punk-rock Pamela Maddaleno, durante le registrazioni di un disco ormai di culto.